Trentino, quando il brivido dell’avventura si trasforma in tragedia

Nel mondo esistono numerosi sport estremi, che attirano, nonostante i rischi concreti di perdere la vita, migliaia di appassionati.

Tra questi spicca senza dubbio il base jumping, uno sport estremo che consiste nel lanciarsi nel vuoto da varie superfici, rilievi naturali, edifici o ponti, e atterrare mediante un paracadute.

Uno sport che negli anni ha già causato numerose vittime, tanto che molti paesi hanno dichiarato illegale questa attività: le morti causate dal base jumping tra il 1981 e la fine del 2017 sono infatti stimate, al ribasso, in 330.

E l’ultima vittima ha perso la vita proprio qui in Italia, e per di più nel giorno di Pasqua: a Dro, in Trentino, il lancio con la tuta alare è costato infatti la vita a un base jumper norvegese di 47 anni.

L’uomo si è lanciato con la tuta alare dalla famosa parte sul Monte Brento, schiantandosi nel greto del fiume Sarca senza aver aperto la vela.

L’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è stato lanciato verso le 7 di mattina, ma i medici prontamente accorsi non hanno potuto far altro che constatare la morte ed allertare le forze dell’ordine.

I carabinieri stanno ora svolgendo i dovuti accertamenti per capire le cause per cui è avvenuta questa tragedia e se ci siano delle responsabilità.

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