Tumore al polmone, il segreto di una possibile cura nelle foglie di tè
Radon attenzione al gas nobile che causa il tumore ai polmoni

Il tumore ai polmoni è uno dei tipi di cancro più diffusi con un’incidenza molto alta.

Due sono i tipi principali di tumore del polmone, che rispondono a oltre il 95 per cento delle diagnosi e si comportano e rispondono alle terapie in maniera piuttosto diversa. Si tratta del tumore polmonare a piccole cellule e del tumore polmonare non-a piccole cellule, che è il più frequente, dal momento che corrisponde a quasi l’85 per cento delle neoplasie di nuova diagnosi. Entrambe le tipologie hanno origine dal tessuto epiteliale che riveste le strutture polmonari.

L’adenocarcinoma polmonare è al momento il tipo più frequente essendo anche la forma maggiormente diagnosticata nei soggetti non fumatori (che rappresentano circa il 20% di tutti i pazienti affetti da questa malattia). Tra le forme di tumore polmonare che non originano dal tessuto epiteliale ricordiamo le forme sarcomatose o il linfoma polmonare.

Purtroppo è difficile diagnosticare un tumore ai polmoni nelle prime fasi di crescita, in quanto di solito i sintomi si manifestano a uno stadio avanzato della malattia. Nel 60% dei casi, la diagnosi di cancro polmonare è tardiva, a causa dell’assenza completa di una sintomatologia precisa o perché i segni si possono spesso confondere con quelli di altre patologie, come polmoniti o bronchiti.

Con lo sviluppo e la crescita del carcinoma (grave forma di tumore ai polmoni), iniziano a comparire i primi segni correlati al cancro. La crescita tumorale e l’invasione dei tessuti polmonari possono interferire con la respirazione, portando a sintomi, quali tosse, febbre, emottisi, difficoltà a respirare, dolore al petto e al torace persistente, infezioni respiratorie ricorrenti.

Il principale responsabile è il fumo, colpevole dell’85-90% di tutti i nuovi casi di tumore al polmone osservati nei Paesi occidentali. Il rischio si incrementa con la quantità delle sigarette fumate e con la durata dell’abitudine al fumo.

Il numero di morti dovute al tumore del polmone è passato dall’1% dei decessi all’inizio del secolo scorso, all’attuale 10%. Similmente, la frequenza relativa rispetto ad altri tumori, è passata dal 3-5% di prima della seconda guerra mondiale all’attuale 11%.

I tassi di cancro del polmone sono stati storicamente più alti tra gli uomini rispetto alle donne, ma una nuova ricerca rivela che la tendenza si è capovolta nei giovani americani. Negli ultimi due decenni, mentre i tassi di cancro al polmone sono generalmente diminuiti, le donne tra i 30 e i 54 anni hanno visto meno benefici.

Sono questi i dati emersi da una recente ricerca condotta dall’American Cancer Society e dal National Cancer Institute che ha preso in esame l’incidenza del cancro ai polmoni negli Stati Uniti.

“All’improvviso negli ultimi 10 o 15 anni, le donne sono più a rischio di avere diagnosticato un cancro al polmone rispetto agli uomini”, ha detto alla CBS News il dottor Otis Brawley, responsabile medico dell’American Cancer Society. “Non sappiamo davvero perché è così e faremo ulteriori ricerche, abbiamo esaminato i problemi del fumo e le tabelle ricavate non spiegano pienamente questo nuovo fenomeno”.

Inoltre, secondo statistiche americane la sopravvivenza a cinque anni è pari a 18.6%, in leggero ma costante aumento rispetto agli anni passati.

Un ulteriore aiuto nelle cure potrebbe presto venire da un estratto delle foglie di tè da cui si possono ottenere minuscole nanoparticelle in grado di uccidere le cellule del cancro al polmone: lo ha scoperto per caso un team di ricerca internazionale composto da studiosi dell’Università di Swansee (Gran Bretagna), del KS Rangasamy College of Technology e dell’Università Bharathiar (India).

I ricercatori, coordinati dal professor Sudhagar Pitchaimuthu, stavano cercando un metodo per produrre dei cosiddetti punti quantici o punti quantistici, delle nanoparticelle – normalmente prodotte chimicamente – che hanno uno spessore inferiore ai 10 nanometri, cioè migliaia di volte più piccole dello spessore di un capello umano.

I punti quantici sono estremamente utili, dato che vengono utilizzati negli impianti fotovoltaici avanzati, all’interno dei televisori di ultima generazione e in ambito medico, ad esempio come ‘colorante’ – grazie alla fluorescenza – per mettere in evidenza i tumori.

Pitchaimuthu e colleghi speravano di ottenere dei punti quantici ‘innocui’ proprio partendo dalle foglie del tè, dopo averle trattate con due composti diversi, il solfato di cadmio e il solfuro di sodio. Usando questi punti quantici su cellule di cancro al polmone, però, si sono accorti che le nanoparticelle erano in grado di penetrare nei pori microscopici delle cellule malate e ucciderle con un effetto citotossico. Riuscivano a distruggere fino all’80 percento della massa tumorale.

Si tratta di un risultato straordinario che dovrà essere confermato da future ricerche, ma è possibile che sia stata tracciata la strada per un trattamento oncologico all’avanguardia.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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