Tumori infantili, la fondazione Veronesi in piazza per raccogliere fondi

I tumori dell’infanzia sono circa l’1-2% di tutti i tumori maligni che insorgono durante la vita dell’uomo. Il cancro dei bambini non è un’entità singola, ma uno spettro di neoplasie diverse per istologia, sede di origine, razza dell’ospite, sesso ed età. Le differenze principali tra le neoplasie infantili e quelle dell’età adulta sono relative a istotipo, sedi di insorgenza, eziopatogenesi, responsività ai farmaci e possibilità di guarigione. Se nelle neoplasie del bambino sono implicati sul piano ezio-patogenetico fattori prevalentemente di tipo genetico, nell’adulto invece sono fattori mutageni ambientali.

Nei bambini, leucemie, tumori del sistema nervoso centrale e linfomi risultano i più ricorrenti. In quelli con meno di cinque anni, un terzo dei casi sono dovuti a tumori embrionali: come il neuroblastoma, il retinoblastoma, il nefroblastoma o l’epatoblastoma.  Negli adolescenti, invece, i tumori più comuni sono i linfomi, carcinomi e i melanomi.

Quando sono stati diagnosticati i primi tumori infantili, negli anni Cinquanta, solo il 20% dei bambini poteva sperare di guarire. Oggi la proporzione si è ribaltata: tra quelli affetti da tumore, 80 bambini su 100 infatti raggiungono l’età adulta. Un successo notevole, ottenuto grazie alla crescita del numero di diagnosi precoci e ad un miglioramento dell’accesso alle cure. Tuttavia, i tumori infantili restano, insieme alle malformazioni congenite, la principale causa di morte tra i bambini e ancora molta è la strada da fare per far sì che una cultura della prevenzione attecchisca in tutti gli strati della popolazione.

I tumori infantili sono ancora troppo spesso riconducibili a cause non del tutto noti. Ciò implica che sia più complicato individuare delle buone abitudini che possano aiutare la prevenzione. Esistono alcune forme tumorali rare come il retinoblastoma o il tumore al rene di Wilms che sono determinate da mutazioni genetiche individuate, ma si tratta di casi circoscritti.

Tumori infantili fondazione Veronesi in piazza per raccogliere fondi

Lo scopo dell’oncologia pediatrica è perfezionare i piani di cura, aumentando il numero dei sopravviventi, ridurre il numero delle ricadute, migliorare le terapie di salvataggio, riconoscere i fattori prognostici di tipo clinico e biologico, fornire un adeguato e continuo follow-up, programmare la terapia di riabilitazione, prevenire, riconoscere e trattare le sequele iatrogene, fornire, se richiesta, una consulenza genetica.

Per sensibilizzare ed aiutare concretamente la ricerca, la Fondazione Umberto Veronesi è tornata nelle piazze italiane sabato 10 e domenica 11 marzo per la prima edizione de “Il Pomodoro, Buono per te, buono per la ricerca”.

All’iniziativa hanno aderito tantissimi volontari della Fondazione Umberto Veronesi, che per un intero weekend si sono impegnati nelle piazze per sostenere la ricerca rivolta a trovare una cura alle malattie oncoematologiche nei più piccoli.

A fronte di una donazione minima di 10 euro, sono stati distribuiti nelle oltre 100 piazze italiane una confezione con tre lattine di pomodori, nelle versioni pelati, polpa e pomodorini, grazie alla collaborazione e il sostegno di Anicav (Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali) e Ricrea (Consorzio Nazionale Riciclo e Recupero Imballaggi Acciaio).

Ed il prodotto venduto non è stato scelto a caso: il pomodoro rappresenta un ingrediente fondamentale nella dieta mediterranea; è un frutto con pochi zuccheri, ricco di fibre, vitamine C ed E e sali minerali, quali potassio e fosforo. È utile per il potenziamento del sistema immunitario e nella prevenzione di alcuni tipi di tumore.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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