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Una nuova incredibile scoperta sul Titanic

VEB Set 3, 2024

Una scoperta straordinaria è emersa con la pubblicazione di nuove immagini del Titanic. Nonostante siano trascorsi oltre cento anni dal suo tragico naufragio, l’RMS Titanic continua a suscitare interesse e a svelare nuovi misteri dal suo riposo nelle profondità oceaniche.

Una nuova incredibile scoperta sul Titanic

Recenti missioni esplorative hanno rivelato dettagli intriganti sul degrado della nave e hanno riportato alla luce manufatti che si credevano perduti per sempre. Dopo 112 anni sul fondo dell’oceano, il Titanic ha subito un progressivo deterioramento dovuto all’azione del tempo e all’ambiente sottomarino ostile.

Questa estate, RMS Titanic Inc., la società che detiene i diritti esclusivi per il recupero del relitto, ha condotto una meticolosa indagine sul sito utilizzando veicoli sottomarini a controllo remoto (ROV).

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I risultati offrono una nuova prospettiva sulle condizioni attuali della nave e sui mutamenti che si verificano sotto le onde. Una delle scoperte più notevoli è stato il crollo di una parte significativa della celebre ringhiera di prua, immortalata nel film “Titanic” di James Cameron del 1997.

Questa sezione, precedentemente intatta durante esplorazioni passate, ora giace sul fondo dell’oceano. Tomasina Ray, direttrice delle collezioni di RMS Titanic Inc., ha espresso il suo stupore per l’accaduto: “La prua del Titanic è iconica – è l’immagine che viene in mente quando si pensa al naufragio. E ora, non appare più come una volta.”

Questo cambiamento rappresenta un potente richiamo al continuo processo di deterioramento. I microbi stanno lentamente erodendo la struttura metallica del Titanic, dando origine a formazioni peculiari conosciute come “rusticoli”, depositi di ruggine a forma di stalattite che pendono dai resti della nave.

La spedizione ha prodotto oltre due milioni di immagini e 24 ore di filmati, offrendo agli scienziati una quantità enorme di dati per studiare lo stato attuale della nave e prevederne l’evoluzione futura. Tra le scoperte più entusiasmanti c’è stata la riscoperta di un manufatto perduto da lungo tempo: la statua di Diana di Versailles.

Questa statua in bronzo di 60 centimetri, un tempo collocata nella sala di prima classe del Titanic, rappresentava il lusso e l’eleganza della nave. Fotografata per la prima volta nel 1986 dall’oceanografo Robert Ballard, la statua era poi scomparsa dalla vista, diventando un mistero per decenni. Ora, grazie a un colpo di fortuna, i ROV l’hanno ritrovata distesa nei sedimenti attorno al relitto, poche ore prima della conclusione della spedizione.

James Penca, ricercatore del Titanic e conduttore di un podcast, ha definito questa scoperta “di enorme importanza”, paragonandola a “trovare un ago in un pagliaio“.

La riscoperta della statua ha riacceso il dibattito sulla conservazione e sul potenziale recupero dei manufatti dal sito del Titanic. Con i progressi tecnologici, aumenta la nostra capacità di studiare e documentare il naufragio. La recente spedizione di RMS Titanic Inc. produrrà una scansione 3D completa del sito del relitto, offrendo ai ricercatori e al pubblico una visione senza precedenti di questa capsula del tempo sommersa.

Tuttavia, queste scoperte sollevano anche importanti questioni sulla conservazione dei reperti storici e sull’etica dell’interferenza con tombe sottomarine. Mentre alcuni sostengono che il recupero di oggetti come la statua di Diana possa educare e ispirare le future generazioni, altri ritengono che il relitto debba essere lasciato intatto come memoriale per coloro che perirono.

James Penca è favorevole al recupero della statua, affermando: “Riportare Diana sulla terraferma affinché le persone possano ammirarla di persona – il valore che questo può avere nel suscitare un amore per la storia, per le immersioni, per la conservazione, per i naufragi, per la scultura, è inestimabile. Non potrei mai lasciarla in fondo all’oceano.”

Il Titanic continua ad affascinarci, non solo come una testimonianza del passato, ma anche come un ambiente sottomarino in continuo cambiamento.

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