Il confine tra scienza, folklore moderno e disperata ricerca di connessione umana si è fatto, negli ultimi anni, sempre più sottile. Se un tempo i consigli per “trovare l’anima gemella” erano confinati nelle rubriche di posta del cuore delle riviste patinate — suggerimenti spesso ingenui come l’iscriversi a un corso di cucina o frequentare le biblioteche — oggi la ricerca dell’attrazione viaggia sui binari della viralità digitale. Tra le tendenze più controverse e discusse che hanno attraversato le piattaforme social e i programmi televisivi di approfondimento psicologico, spicca il cosiddetto “vabbing”.

Non si tratta di una semplice moda passeggera, ma di un fenomeno che solleva interrogativi profondi su come percepiamo il nostro corpo, la nostra biologia e il potere della suggestione. Recentemente, il caso di Cassy, protagonista del celebre programma My Strange Addiction di TLC, ha riportato la questione sotto i riflettori, trasformando una curiosità da social media in un caso di studio sulla dipendenza comportamentale e sulla salute pubblica.
Alle origini del mito: biologia o suggestione?
Il termine “vabbing” nasce dalla fusione di vaginal e dabbing. La pratica consiste nell’utilizzare le secrezioni vaginali come se fossero un profumo, applicandole nei punti pulsanti del corpo: collo, polsi, dietro le orecchie. L’assunto di base, promosso con vigore da influencer e sostenitori della pratica, è che questi fluidi contengano feromoni, sostanze chimiche capaci di inviare segnali biochimici di attrazione sessuale a potenziali partner.
L’idea affascina per la sua natura primordiale. L’essere umano, nonostante la civilizzazione, resta un animale sensoriale. Tuttavia, la scienza è molto più cauta di quanto non lo siano i creator di TikTok. Sebbene i feromoni giochino un ruolo cruciale nel regno animale — si pensi alle falene che possono percepire un partner a chilometri di distanza — l’esistenza di un organo vomeronasale funzionale e di feromoni umani universalmente riconosciuti è ancora oggetto di acceso dibattito accademico. Eppure, per persone come Cassy, la risposta non risiede nei laboratori, ma nell’esperienza soggettiva. “Sono dipendente dal vabbing”, dichiara apertamente, descrivendo un rituale che per lei è diventato una condizione necessaria per affrontare lo spazio pubblico e le interazioni sociali.
Il contesto culturale: dalle riviste degli anni ’50 ai social
Per comprendere come siamo arrivati a questo punto, è necessario osservare l’evoluzione dei manuali di seduzione. Negli anni ’50, le testate femminili suggerivano strategie comportamentali quasi teatrali: “piangere piano in un angolo” per attirare l’istinto protettivo maschile, o “offrirsi volontarie per il servizio di giuria” per trovarsi in ambienti prevalentemente maschili. Erano consigli basati sulla manipolazione del contesto sociale.
Oggi, il paradigma è cambiato. La tendenza si è spostata dal “fare” all’ “essere” biologico. Il vabbing viene venduto come un “bio-hack”, una scorciatoia naturale per aumentare il proprio sex appeal senza sforzo. Ma questa evoluzione nasconde un’insidia: la ricerca di una validazione esterna che passa attraverso la manipolazione di fluidi corporei, spesso ignorando le basilari norme di igiene e sicurezza.
La voce della medicina: un allarme non trascurabile
Mentre il web celebra il vabbing come un atto di riappropriazione della propria femminilità o come un trucco infallibile per ottenere “drink gratis e appuntamenti”, la comunità medica solleva barriere invalicabili. Il rischio non è solo legato al decoro sociale, ma alla salute fisica.

La dottoressa Hana Patel, specialista in salute femminile, ha evidenziato come l’atto di prelevare fluidi possa alterare il delicato equilibrio del microbioma vaginale. La pelle umana ospita una vasta gamma di batteri e funghi; introdurre questi elementi all’interno della vagina attraverso dita non perfettamente sterili può scatenare infezioni batteriche o fungine.
Ancora più severo è l’avvertimento della ginecologa Paraskevi Dimitriadi, che collega questa pratica a complicazioni sistemiche. La Malattia Infiammatoria Pelvica (PID) è un rischio reale. Se durante il processo di “raccolta” vengono introdotti batteri patogeni, questi possono risalire verso l’utero e le tube di Falloppio, causando danni permanenti e dolore cronico. Il paradosso è evidente: nel tentativo di apparire più “fertili” o attraenti attraverso la chimica del corpo, si rischia di compromettere seriamente l’apparato riproduttivo.
L’impatto psicologico e la dipendenza
Il caso di Cassy a My Strange Addiction sposta la discussione dal piano fisico a quello psicologico. Quando un comportamento bizzarro diventa una “dipendenza”? La risposta risiede nel bisogno compulsivo di compiere l’atto per placare l’ansia o per sentirsi pronti ad affrontare il mondo. Per Cassy, il vabbing non è più un esperimento curioso, ma una corazza invisibile.
Questo legame psicologico è alimentato dal cosiddetto “effetto placebo del predatore”. Se una persona crede fermamente di emanare un segnale irresistibile, il suo linguaggio del corpo cambierà: diventerà più sicura di sé, più aperta, manterrà un contatto visivo più prolungato. È probabile che sia questa nuova sicurezza, e non i feromoni, ad attirare l’attenzione degli altri. Tuttavia, la dipendenza nasce quando il merito del successo sociale viene attribuito esclusivamente alla pratica esterna, annullando la percezione del proprio valore personale.
Scenari futuri: verso una nuova consapevolezza corporea
Il successo di tendenze come il vabbing ci dice molto sulla nostra epoca. Viviamo in un mondo iper-digitalizzato dove il contatto fisico è diventato raro e prezioso. C’è una fame atavica di autenticità, di “odori” reali in un mare di profumi sintetici e filtri fotografici. Tuttavia, la strada della salute non può essere sacrificata sull’altare della viralità.
Il futuro della discussione sulla salute femminile e sull’attrazione passerà inevitabilmente per una maggiore educazione scientifica. Comprendere come funziona davvero il nostro corpo, senza mitizzarlo o sottoporlo a pratiche rischiose, è il primo passo per una seduzione consapevole.
La storia di Cassy e l’allerta dei medici ci invitano a riflettere: quanto siamo disposti a rischiare per un’illusione di chimica? L’attrazione è un mosaico complesso di psicologia, biologia e tempismo. Ridurla a un semplice “tocco” di dita potrebbe essere non solo riduttivo, ma pericoloso.
Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, Angela Gemito naviga tra le ultime notizie, le tendenze tecnologiche e le curiosità più affascinanti per offrirtele su questo sito. Preparati a scoprire il mondo con occhi nuovi, un articolo alla volta!




