Vittorio Sgarbi presenta la sua terza figlia Alba

Redazione

Ha sempre ripetuto, e continua a farlo nonostante ormai questa sia la terza figlia che è, volente o nolente, costretto a riconoscere, di non avere nessuna voglia e intenzione di avere una famiglia e di prendersene cura.

Eppure eccolo qui, a mostrare orgoglioso sua figlia, a cui fino a oggi ha dato solamente il suo dna: Vittorio Sgarbi presenta per la prima volta, dalle pagine del settimanale “Chi”, la figlia “segreta”.

Lei si chiama Alba, ha 17 anni, è una studentessa di elettronica a Tirana e porta il cognome del celebre critico d’arte che l’ha avuta dalla relazione con Kozeta, una cantante lirica albanese.

Ho avuto culo con i figli: sono venuti benissimo. Grazie alle loro madri che sono state brave. Alba, la mia ultima figlia non poteva essere migliore: è brava, elegante, seria e si sposerà soltanto in chiesa, preferibilmente presto. E poi è albanese, il popolo che preferisco. Ho sempre difeso gli albanesi dalla cattiva stampa, per questo ho pure una figlia albanese”, racconta compiaciuto.

Anche se Alba ha vissuto in Albania l’ho sempre seguita, anche se a distanza” – ha spiegato – “E visto che è venuta bene, direi che è stata un’opportunità positiva. Poteva non essere così. Non ho mai svolto la funzione di educatore, non ho mai voluto una famiglia né dei figli. Ho una concezione nichilista della vita, ma il destino può decidere al posto tuo e così può accadere di diventare padre. A questo punto, pur volendo assumermi la responsabilità della paternità, contrariamente a quanto è successo con Evelina, la figlia più piccola che ho riconosciuto subito, con Alba abbiamo dovuto aspettare perché sua madre aveva un marito. Ora Alba porta il mio nome“.

Sgarbi ha altri due figli: Carlo, 28enne avuto da Patrizia Brenner, ed Evelina, 16 anni, avuta da una donna torinese.

Next Post

Uno "switch" riavvia il cervello dopo un trauma cranico

Dopo un grave incidente che gli ha causato un trauma cranico, un ragazzo diciannovenne recupera buona parte delle capacità cognitive spostandole da lato sinistro a quello destro. In pratica, grazie alla terapia, il cervello ha funzionato come uno “switch” indirizzando l’insieme di segnali verso un emisfero piuttosto che verso un […]
Uno "switch" riavvia il cervello dopo un trauma cranico