Winnie the Pooh bannato in Cina, la ragione è assurda

Winnie-the-Pooh bannato dalla Cina, il motivo sembra ridicolo ma è in realtà molto sentito.

La Cina ha bandito l’ultimo film di Winnie-the-Pooh perché assomiglia al leader politico del paese e ha vietato l’uscita di Christopher Robin, un reboot.

Il presidente Xi Jinping, 65 anni, è stato fotografato con l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama nel 2013, provocando paragoni con l’orso molto amato di AA Milne e il suo amico Tigger.

Lo scherzo è diventato praticamente virale e ha colpito il popolo cinese che in realtà l’ha presa a ridere.

Ma i funzionari di Pechino hanno lavorato giorno e notte, cancellando immagini e bloccando emittenti straniere accusate di “insultare” il loro presidente.

La proibizione del film è un duro colpo per la Disney, che ora perde milioni di sterline di incassi al botteghino.

Winnie the Pooh bannato in Cina

Un fan del film ha twittato: “Ovviamente significa che il governo cinese ammette la somiglianza tra il presidente Xi e Winnie-the-Pooh.

Il nuovo racconto arriverà nei cinema alla fine di questo mese. Ha come protagonista Scot Ewan McGregor, 47 anni, un Christopher adulto che si ricongiunge con il suo vecchio peluche.

Il doppiatore veterano DreamWorks, Jim Cummings, 65 anni, è la voce originale dell’orso.

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