Una giornalista ha accettato una sfida ambiziosa: rinunciare completamente all’acquisto di vestiti per un anno. Ma è davvero possibile vivere in modo sostenibile senza cadere nella tentazione dello shopping?

Un impegno per la sostenibilità
Essere consapevoli dell’impatto ambientale del settore della moda è fondamentale. L’industria dell’abbigliamento è tra le più inquinanti al mondo: per produrre un solo paio di jeans servono circa 10.000 litri d’acqua, mentre le sostanze chimiche impiegate nella tintura e nella lavorazione dei tessuti danneggiano fiumi, suolo e biodiversità. Inoltre, ogni volta che laviamo indumenti sintetici, minuscole particelle di plastica vengono rilasciate nell’ambiente, finendo nell’aria, nell’acqua e nel terreno.
Merlijn, giornalista radiofonica, ha deciso di sfidare sé stessa e il suo rapporto con la moda, documentando il suo viaggio nel mondo della sostenibilità. Durante l’anno, racconterà la sua esperienza e approfondirà le problematiche legate alla fast fashion, accompagnata dall’esperta di moda sostenibile Sara Dubbeldam.
Perché smettere di comprare vestiti?
Ridurre l’acquisto di capi d’abbigliamento non è solo una scelta etica, ma anche un’azione concreta per l’ambiente. Acquistando sei capi in meno all’anno, si risparmiano circa 40 kg di CO2. Se ogni cittadino olandese facesse lo stesso, l’impatto positivo sarebbe pari a 80.000 giri intorno al mondo in termini di emissioni risparmiate.
Ma oltre alla questione ecologica, c’è anche un aspetto personale: come cambia la percezione del proprio guardaroba quando si smette di comprare nuovi vestiti? È possibile resistere alla tentazione della moda veloce?
L’aiuto di un’esperta: chi è Sara Dubbeldam?
Durante la sua sfida, Merlijn ha cercato consigli da Sara Dubbeldam, attivista e autrice di articoli critici sul settore della moda. Un tempo appassionata di fast fashion, Sara ha deciso di cambiare rotta e oggi si batte per una moda più equa e sostenibile. Nel 2023 ha persino vinto una causa per greenwashing contro Primark, un colosso della moda low-cost.
Insieme, esploreranno strategie per ridurre l’impatto ambientale dell’abbigliamento e trovare alternative sostenibili, come il mercato dell’usato o il riutilizzo creativo dei capi già presenti nell’armadio.
Le domande ancora aperte
Questa sfida non riguarda solo l’anno senza acquisti, ma anche quello che accade dopo:
- Come evitare di tornare alle vecchie abitudini dopo la sfida?
- Quali sono le alternative davvero sostenibili?
- Acquistare abiti di seconda mano è davvero una soluzione ecologica?
Merlijn documenterà tutto il percorso, condividendo esperienze e riflessioni. Vuoi scoprire come andrà a finire?
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