Alessandro Gassman porta in Rai i “I Bastardi di Pizzofalcone”

Napoli torna ad essere ancora una volta protagonista, sugli schermi televisivi, in tutta la sua bellezza ma soprattutto in tutte le sue contraddizioni: è la Napoli descritta da Maurizio de Giovanni, nel ciclo di romanzi dedicati ai Bastardi di Pizzofalcone (Einaudi) che da lunedì 9 gennaio vedremo su RaiUno in una serie di sei puntate prodotta da RaiFiction con Clemart.

Nella Napoli della terra di mezzo, quella a metà strada tra criminali e brave persone, vicoli bui e spianate di sole, i poliziotti del Commissariato di Pizzofalcone combattono per inchiodare i fuorilegge, ma anche per riscattarsi e ritrovare la propria dignità.

«Il racconto – dice Carlo Carlei, regista dei Bastardi di Pizzofalcone, la serie tratta dai best-seller di Di Giovanni – è una metafora perfetta per descrivere lo sforzo immane che gli esseri umani onesti devono compiere per scrollarsi di dosso i pregiudizi e non essere confusi con una minoranza di delinquenti che, purtroppo, rovina la reputazione di un’intera città».

Nel cast, oltre ai protagonisti Alessandro Gassman e Carolina Crescentini, anche Gioia Spaziani, Massimiliano Gallo, Tosca d’Aquino, Antonio Folletto, Simona Tabasco, Gennaro Silvestro e Gianfelice Imparato.

Al centro della fiction le figure di Giuseppe Lojacono (Alessandro Gassmann), 45 anni, ispettore di talento con la carriera spezzata da una brutta storia di mafia, e di Laura Piras (Carolina Crescentini), 35 anni, pubblico ministero sardo, con il cuore sanguinante per la morte del fidanzato in un incidente d’auto.

“È un gruppo di reietti, un manipolo di ‘ultimi’, di poliziotti che, pare, abbiano sulla coscienza questioni poco chiare del passato”, spiega Alessandro Gassman – che interpreta l’ispettore Giuseppe Lojacono detto ‘il Cinese’ – all’Ansa. “Sono stato trasferito dalla Sicilia, perché accusato di aver passato informazioni alla mafia locale. E’ una falsità. Lojacono è un uomo impenetrabile, ma fragile. Si scoprirà che i reietti sono stati accusati ingiustamente ed ecco che scatta l’orgoglio ferito: invece di limitarsi a rimettere a posto le scartoffie, decidono di riscattarsi e, grazie alle loro capacità investigative, cominciano a risolvere casi di criminalità, si conquistano la fiducia del questore. Insomma: partono da sottozero, è una rincorsa alla riabilitazione e fanno rinascere a nuova vita il commissariato, che ridiventa operativo”.

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