Allahu Akbar, lo strano caso della canzone divenuta hit

Di fronte a una notizia del genere non si può restare che basiti: se è vero che i gusti musicali non necessariamente devono andare di pari passo con la cronaca nera, è quantomeno strano che, all’indomani dei terribili attentati di Parigi, sia diventata un tormentone in Occidente una canzone che invoca Allah e la sua grandezza.

Il brano si intitola “Allahu Akbar”, che significa Allah è grande, e sta scalando le classifiche Spotify di molti Paesi, tra cui Regno Unito, Germania, Olanda e Turchia. Nei giorni scorsi è diventata addirittura la traccia più ascoltata nella sezione “Viral Chart UK” .

La canzone è stata scritta da un musicista sconosciuto, tale Dj Inappropriate, che ama esibirsi in pubblico con una maschera sul volto.

Lo stesso dj sul proprio profilo Facebook ha scritto: “Sei mesi fa non avevamo idea che… al diavolo queste cose emotive… Allahu Akbarha superato il 1.000.000 di visualizzazioni su ‘Spikz channel’, e questo è qualcosa di epico!”.

Il brano, in realtà, non è un’incitazione al terrorismo. Inizia con alcune frasi in arabo, forse una preghiera, e prosegue con “Allahu Akbar”, frase con cui i muezzin chiamano alla preghiera tutti i musulmani e che i terroristi urlano prima di compiere attentati, come successo a Parigi, che viene replicata mentre partono le basi dance. Ma forse quello che indigna di più è il video che si apre con una immagine di Osama Bin Laden con tanto di occhiali da sole, canna in bocca e esplosioni sullo sfondo.

La polemica non si placa sui social: la maggior parte degli utenti lo trovano inappropriato ma potrebbe essere ritenuto blasfemo proprio dagli stessi terroristi che scelsero la redazione di Charlie Hebdo negli attentati di gennaio a Parigi perché piena di “infedeli”.

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