Allarme superbatterio, riesce a resistere a tutti gli antibiotici

Mentre in Italia c’è ancora la necessità di chiarire, a tantissimi genitori, l’importanza dei vaccini per il bene dei propri figli ed anche dell’intera popolazione che si trova a dover fare i conti nuovamente con epidemie che erano state quasi del tutto debellate, ecco che spunta un nuovo allarme assolutamente da non sottovalutare.

Dagli urologi riuniti per il 90° Congresso nazionale della Siu, la Società italiana di urologia, a Napoli arriva l’allarme per la resistenza agli antibiotici, un fenomeno sempre più diffuso e minaccioso, tanto che si teme seriamente per gli italiani.

«Quando si insiste nell’uso di antibiotici non solo si rischia lo sviluppo di resistenze ma si uccide fra l’altro anche la flora batterica normale», avvertono gli urologi.

«Ormai da tempo – spiega Vincenzo Mirone, professore ordinario di Urologia all’Università Federico II di Napoli e segretario generale della Siu – questa problematica è una vera e propria priorità di sanità pubblica a livello mondiale. Non soltanto per le importanti implicazioni cliniche, ma anche per la ricaduta economica delle infezioni da batteri antibiotico-resistenti, dovuta al costo aggiuntivo richiesto per l’impiego di farmaci e procedure più costose, per l’allungamento delle degenze in ospedale e per eventuali invalidità».

Del resto, ogni anno in Europa si registrano almeno 25 mila decessi, e il numero diventa ancor più drammatico se si sommano i dati provenienti da tutto il mondo: 700 mila persone muoiono a seguito di malattie o ferite considerate fino a poco tempo fa facilmente curabili.

A tutto ciò va aggiunta una scoperta allarmante fatta, come riporta La Stampa, da un gruppo di scienziati che partecipavano negli Stati Uniti a un congresso dell’American Society for Microbiology.

Un batterio contenente un gene chiamato Mcr-1 si sta diffondendo ad una velocità mai osservata prima. Il batterio killer, scoperto 18 mesi fa, è presente nel 25 per cento ricoverati negli ospedali cinesi, ma è stato isolato anche negli Stati Uniti e in altri 20 paesi. Il batterio, hanno evidenziato gli esperti, non può esser debellato neppure con l’ausilio della Colistina, l’antibiotico considerato l’ultima difesa a disposizione dei medici.

Gli scienziati statunitensi hanno fatto anche una previsione di ciò che accadrà da qui ai prossimi 30 anni: “Entro il 2050, le morti dovute alle infezioni da batterio resistente agli antibiotici, saliranno a quota 10 milioni”.

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