Apple, Wi-Fi Assist: dopo la multa arriva la class action

Eleonora Gitto

Mala tempora currunt per Apple: prima una multa milionaria e ora una class action per colpa del Wi-Fi Assist.

Il colosso di Cupertino ancora non si è ripreso per la multa salata che ha dovuto pagare all’Università del Wisconsin per aver violato alcuni brevetti, che già si ritrova davanti un altro guaio: una class action negli Stati Uniti per colpa del Wi-Fi Assist.

In pratica due utenti americani, William Scott Phillips e Suzanne Schmidt Phillips, hanno depositato presso il tribunale di San Jose (California) un ricorso in cui chiedono oltre 5 milioni di dollari.

Questa è la cifra che, secondo i querelanti, dei costi sostenuti dagli utenti a causa della funzione introdotta da Apple con il nuovo sistema operativo iOS 9.

La funzione incriminata Wi-Fi Assist, consente a iPhone e iPad di utilizzare in automatico la connessione dati cellulare se il Wi-Fi cui si è collegati ha un segnale debole.

Per l‘azienda di Cupertino questa nuova funzione avrebbe dovuto consentire una connessione migliore.

Gli utenti invece, del tutto ignari del meccanismo, lamentano un aumento esagerato delle bollette non previsto.

La connessione Wi-Fi, infatti, è gratuita ma la connessione tramite la rete del gestore telefonico, si paga.

Il gestore telefonico offre un determinato traffico a un fisso mensile o settimanale. Ma se si supera la soglia del traffico previsto da proprio piano tariffario, le bollette lievitano a dismisura.

Apple, accusata di non aver fornito adeguate informazioni in merito, corre ai ripari e sul suo sito cerca di fornire spiegazioni. I querelanti però non ci stanno: spiegazioni insufficienti e arrivate troppo tardi.

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