Bologna, molti studenti dicono “basta” alla guerriglia dei tornelli
Bologna, molti studenti dicono “basta” alla guerriglia dei tornelli

 

Gli studenti del Collettivo Universitario Autonomo (CUA) di Bologna, i tornelli all’ingresso della biblioteca universitaria, proprio non li vogliono e mentre la guerriglia si sposta in via Zamboni, molti colleghi firmano per dire “basta” a scontri e violenza.

Si legge nel testo della petizione contro il CUA: “Alla luce di quanto accaduto di recente in via Zamboni 36, per questo e altri atti vandalici perpetrati dal CUA a danno dell’Università, noi studenti scegliamo di dissociarci dalle azioni del collettivo in segno di critica e di protesta. Supportiamo le istituzioni dell’Ateneo e attendiamo che siano presi dei provvedimenti nei confronti dei responsabili dei danni ai quali l’Università ha assistito”.

Insomma gli scontri del 9 febbraio all’interno della Facoltà di Lettere fra studenti e Poliziotti, quest’ultimi accorsi in assetto anti sommossa, a molti studenti non sono andati giù.

Anche se in tanti sono contro i tornelli all’ingresso della biblioteca, non si ammette “che sotto la maschera della protesta si commettano atti di vandalismo e di violenza ai danni delle strutture dell’Ateneo, e quindi di noi studenti, e soprattutto a rischio e pericolo della salute e della vita di chi si trova volontariamente o per caso coinvolto”, come scrive Alessia in uno dei tanti commenti contro gli esiti della protesta organizzata dal CUA.

Prende le distanze dalla guerriglia anche l’amministrazione comunale che attraverso la voce del sindaco Virginio Meola fa sapere: “Siamo di fronte a una protesta violenta che attacca la scelta di installare i tornelli all’ingresso di una biblioteca universitaria. Una scelta sacrosanta che non inficia in alcun modo il diritto allo studio e la possibilità di frequentare liberamente le strutture universitarie. Anzi”.

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