Brexit, vicini all’uscita o c’è spazio per un ripensamento?

Secondo quanto disciplinano i trattati europei, da quando un paese presenta la sua dichiarazione di uscita dall’Unione Europea al momento dell’uscita definitiva non possono trascorrere più di due anni, lasso di tempo in cui tutti i rapporti presenti e futuri devono essere definiti.

Ed è per questo che in queste settimane le trattative in seno all’Unione per la Brexit, cioè l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, si sono fatte intensissime.

“I negoziati sulla Brexit, a livello tecnico, proseguono in modo intenso”, per l’accordo “non ci siamo ancora”, fa però sapere il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas, annunciando che nelle prossime ore il capo negoziatore della Ue Michel Barnier parteciperà al collegio dei commissari, per informare sullo stato dell’arte delle trattative con Londra.

Eppure l’uscita del Regno Unito dalla Ue «può essere fermata»: lo ha detto a Sky News lo stesso ministro ombra britannico per la Brexit, Keir Starmer, contraddicendo così il leader del Labour Jeremy Corbyn.

In più, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha esortato la premier britannica Theresa May a indire un secondo referendum sulla Brexit, avvertendo che il Paese ha imboccato la via dell’«egocentrismo».

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