Cardiopatie, la camminata veloce aiuta ad evitare i ricoveri

Le patologie cardiache sono spesso sottovalutate, ma in realtà sono la prima causa di morte nel mondo. Le cardiopatie costituiscono la principale causa di morte per uomini e donne di tutti i gruppi razziali e colpiscono tutti i settori di età della popolazione rappresentando così la prima causa di decesso nei paesi industrializzati.

Le cardiopatie si dividono in congenite, se presenti fin dalla nascita, o acquisite, quando insorgono successivamente.

Se la cardiopatia è acquisita e dipende dallo stile di vita è importante innanzitutto correggere le abitudini sbagliate, come per esempio abolire il fumo o tenere sotto controllo il peso.

Le terapie farmacologiche vanno stabilite caso per caso, sulla base della specifica patologia riscontrata.

Nei casi più gravi può essere necessario ricorrere alla chirurgia con un’angioplastica o l’impianto di by-pass aorto-coronarici o di un pacemaker.

Ma, a quanto pare, più  dei farmaci stessi, un vero e proprio toccasana è l’esercizio fisico.

Nello specifico, uno studio italiano promuove a pieni voti la camminata veloce, potente alleato e ‘spia’ della salute dei cardiopatici. I pazienti che riescono a camminare velocemente, infatti, finiscono per ricoverarsi di meno.

Cardiopatie, la camminata veloce aiuta ad evitare i ricoveri

Cardiopatie la camminata veloce aiuta ad evitare i ricoveri

La ricerca, firmata da Carlotta Merlo e i suoi colleghi dell’Università di Ferrara, è stata presentata a Lubiana a ‘EuroPrevent 2018′, congresso dell’European Society of Cardioloy (Esc), e pubblicata sull”European Journal of Preventive Cardiology’.

Lo studio è stato condotto per 3 anni su 1.078 pazienti ipertesi, l’85% dei quali aveva anche una malattia coronarica e il 15% una valvolare. A tutti è stato chiesto di camminare per 1 km su un tapis roulant a quella che per loro era un’intensità moderata. Dopodiché sono stati divisi come camminatori lenti (2,6 km/h), intermedi (3,9 km/h) e veloci (5,1 km/h). In totale 359 pazienti facevano parte del primo gruppo, 362 del secondo e 357 erano camminatori veloci. Il team ha poi registrato il numero di ricoveri per tutte le cause e la durata della permanenza in ospedale nei successivi 3 anni, grazie ai dati contenuti nel registro del Servizio sanitario dell’Emilia Romagna. E i risultati hanno evidenziato i benefici della camminata veloce.

Non abbiamo escluso alcuna causa di morte – spiega la dottoressa Merlo – perché la velocità della camminata ha conseguenze significative per la salute pubblica. Se è ridotta – sottolinea – è un marker di mobilità limitata, un precursore di disabilità, malattia e perdita di autonomia“.

Per ogni km/h in più nella velocità totalizzata, c’è una riduzione del 19% della probabilità di ospedalizzazione in 3 anni. E il confronto con i compagni più lenti mostra che il rischio di un ricovero per i più veloci è ridotto del 37%.

Più è veloce la camminata, minore è il rischio di ricovero e la durata della permanenza in ospedale – sintetizza Merlo – Dal momento che la velocità della camminata è un marker di mobilità limitata, collegata a una ridotta attività fisica, abbiamo dedotto che i camminatori veloci nello studio fossero tali anche nella vita reale. Camminare è l’esercizio più popolare negli adulti. E’ libero, non richiede un allenamento speciale e può essere praticato quasi ovunque. Anche brevi, ma regolari camminate – conclude – hanno benefici per la salute sostanziali. Il nostro studio mostra che i benefici sono maggiori quando il ritmo del passo è aumentato“.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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