Tumore al seno prevenzione rimane l’arma più importante
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Il tumore del seno, detto anche carcinoma mammario o tumore alla mammella, è una formazione di tessuto costituito da cellule che crescono in modo incontrollato e anomalo all’interno della ghiandola mammaria. La neoplasia in stadio iniziale si riferisce al cancro confinato nel tessuto adiposo del seno (Stadio 1).

Il tumore si può in seguito diffondere nelle immediate vicinanze (Stadio 2), estendere ai tessuti sottostanti della parete toracica (Stadio 3) e quindi ad altre parti del corpo (Stadio 4, tumore al seno metastatico o avanzato).

Sebbene vi siano numerosi fattori di rischio che possono aumentare la probabilità di sviluppare il cancro al seno, non si conosce ancora esattamente in che modo alcuni di questi fattori di rischio inducano le cellule a diventare cancerose.

Sembra che gli ormoni giochino un ruolo importante nella formazione del tumore, ma non si riesce a comprendere bene come ciò possa avvenire.

Nonostante gli studi abbiano mostrato che la probabilità di essere colpiti dal cancro al seno si aggira intorno al 13%, questa probabilità può aumentare o diminuire da un individuo a un altro: il rischio individuale è influenzato da molti fattori diversi, come la storia della famiglia, la storia riproduttiva , lo stile di vita, l’ambiente in cui si vive e tanti altri fattori.

Tumore al seno prevenzione arma più importante

Tumore al seno prevenzione arma più importante

È fondamentale lo stadio di avanzamento del tumore: se il tumore viene identificato allo stadio 0, la sopravvivenza a cinque anni nelle donne trattate è infatti del 98%, anche se le ricadute variano tra il 9 e il 30% dei casi, a seconda della terapia effettuata. Se i linfonodi sono positivi, cioè contengono cellule tumorali, la sopravvivenza a cinque anni è del 75%.

Nel cancro metastatizzato, cioè quello che ha già colpito altri organi al di fuori del seno (in genere i polmoni, il fegato e le ossa), la sopravvivenza media delle pazienti curate con chemioterapia è invece di due anni, ma ciò significa che vi sono casi in cui la sopravvivenza è molto più lunga, anche fino a dieci anni.

Ecco perché è fondamentale la prevenzione, ma anche ricevere le giuste cure ed assistenza.

Le donne con il tumore al seno di tutta Italia hanno diritto a essere curate nei centri di senologia, e non devono essere indirizzate a un ospedale generico”: Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia, è impegnata da anni nel far valere i diritti delle donne in un campo che purtroppo è sempre più associato al mondo femminile, quello, appunto, del cancro alla mammella.

Proprio da questo assioma è nata la rete delle cosiddette breast unit dove le donne, a partire dalla diagnosi, vengono accompagnate nel proprio percorso di cura da una squadra di professionisti di diverse discipline tutti specializzati nel tumore al seno.

Il primo servizio gratuito, garantito sul tutto il territorio nazionale, che ha cambiato la storia del tumore al seno in Italia è lo screening mammografico per le donne nella fascia di età più a rischio (tra i 50 e i 69 anni): “Lo screening è stato senz’altro il primo provvedimento che ha invertito la rotta della mortalità perché consente la diagnosi precoce e avvia subito la donna alle cure necessarie. Non solo: dal momento che è parte integrante della Breast Unit, oggi una donna che riceve una diagnosi di tumore con la mammografia di screening è automaticamente inserita nel percorso specializzato e multidisciplinare previsto dalla legge”.

Batti sul tempo il tumore al seno. Fai come me, non aspettare” recita invece Ilaria D’Amico, testimonial anche per il 2018 della campagna di prevenzione promossa e patrocinata dalla Scuola Italiana di Senologia.

L’iniziativa vuole sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione e dei controlli periodici. La diagnosi precoce, ripetiamo, rimane la strategia più efficace per battere sul tempo questo tumore, che può essere guarito in un numero sempre maggiore di casi.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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