Dormire con lo smartphone sul comodino è un’abitudine diffusa, ma solleva interrogativi su possibili effetti sulla salute. Le evidenze scientifiche più recenti aiutano a chiarire cosa accade realmente al corpo quando il telefono resta acceso nelle ore notturne. Il tema conta perché riguarda milioni di persone e coinvolge aspetti di sicurezza, qualità del sonno ed esposizione ai campi elettromagnetici.

Campi elettromagnetici: cosa emettono gli smartphone
Gli smartphone emettono campi elettromagnetici a radiofrequenza per comunicare con le reti cellulari e Wi-Fi. L’intensità di queste emissioni è regolata da limiti internazionali di sicurezza, fissati per restare ben al di sotto delle soglie considerate dannose per l’organismo. Secondo le principali agenzie sanitarie, l’esposizione derivante da un telefono posizionato sul comodino rientra normalmente in questi parametri.
Effetti biologici: cosa è dimostrato
Le ricerche condotte negli ultimi anni non hanno trovato prove conclusive di danni diretti alla salute legati al semplice tenere il cellulare vicino durante il sonno. Gli studi più accreditati indicano che le radiofrequenze emesse non sono sufficienti a provocare alterazioni cellulari o effetti sistemici documentabili. Restano in corso monitoraggi a lungo termine, ma allo stato attuale non emergono evidenze di rischi immediati.
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Sonno e distrazioni notturne
Un aspetto più concreto riguarda l’impatto indiretto sul riposo. Notifiche, vibrazioni e la semplice presenza del dispositivo possono aumentare la probabilità di risvegli notturni o di un sonno frammentato. In questo caso, l’effetto non è legato alle onde elettromagnetiche, ma alle abitudini digitali che influenzano la continuità del riposo.
Raccomandazioni delle autorità sanitarie
Le istituzioni sanitarie suggeriscono un approccio prudente ma realistico: non è necessario allarmarsi per la presenza dello smartphone sul comodino, purché l’uso resti nei limiti comuni. Viene tuttavia consigliato di ridurre le fonti di disturbo notturno, ad esempio silenziando le notifiche o allontanando il dispositivo di qualche metro, per favorire un sonno più regolare.
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