Cervello e cuore si curano con sport e dieta, lo studio made in USA

Eleonora Gitto

Come curare bene cervello e cuore? Ma con lo sport e la dieta ovviamente.

In fondo sono cose che già sappiamo, ma da una parte repetita iuvant, come dicevano i nostri avi latini, dall’altra le assicurazioni arrivano direttamente dall’American Heart Association, che stavolta si è preoccupata di ricordare che uno stile di vita salutare non serve solo al cuore, ma riduce i rischi cognitivi e quindi malattie importanti come l’Alzheimer.

L’Associazione americana citata, ha da poco pubblicato le sue osservazioni, con tanto di ricerca, sulla prestigiosa rivista Stroke.

Le raccomandazione per tutelare al meglio cuore e cervello, riguardano in sostanza uno stile di vita sano, salutista.

L’American Heart Association ha così provato a sintetizzare in sette punti, i consigli di maggior rilievo per stare meglio.

Il primo consiglio è di tenere sotto controllo la pressione del sangue, e in fin dei conti l’operazione è abbastanza semplice, anche da casa, con i moderni misuratori disponibili. E’ importante anche tenere sotto costante controllo il livello degli zuccheri e del colesterolo.

Il quarto consiglio, forse il più semplice e basilare, ma in fin dei conti il più efficace, è quello di fare movimento, praticare uno  sport qualsiasi, compatibilmente con le proprie possibilità ovviamente. Chi pratica regolarmente attività fisica, in generale campa di più e meglio.

Quindi bisogna avere un regime alimentare corretto, vale a dire una dieta sana. Mangiare bene è fondamentale, e un’alimentazione sana e variata come la dieta mediterranea, è un toccasana per la nostra salute quotidiana.

Poi si parla di coloro che tendono a ingrassare troppo: ciò è sempre male; non vale il detto grasso è bello, perché non è così. Poi il consiglio forse più scontato degli altri: non fumare.

Il 90% dei tumori al polmone deriva dal fumo, questo è un dato ormai assolutamente accertato. In questa maniera si evitano molte malattie, e si combatte in maniera particolarmente efficace l’aterosclerosi, vale a dire la tendenza al restringimento delle arterie, che può manifestarsi già da giovani.

E i costi del declino cognitivo, oltre a quello fisico in senso stretto, quali sono? Non costano solo le malattie cardiovascolari, anche quelle cognitive, purtroppo.

L’American Heart Association calcola che i costi delle patologie cognitive possano essere superiori addirittura a quelli per il cancro. Al momento le stime delle persone a rischio demenza nel mondo, dicono che entro il 2030 sono circa 75 milioni. Si campa di più in generale, ma forse non nel migliore dei modi.

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