Charlie Gard, minacce di morte ai medici di Londra

Eleonora Gitto

E adesso arrivano pure le minacce di morte ai medici di Charlie Gard dell’Ospedale del Great Ormond Street di Londra.

Forse era da aspettarselo. Il caso del piccolo Charlie è stato talmente strumentalizzato, politicizzato, deturpato dall’opinione pubblica e dai media, che coloro che hanno provato in tutti i modi a curare e quindi a tentare di salvare il bimbo, vengono minacciati di morte.

E’ l’epilogo più colmo di ignominia per chi non ha gli strumenti minimi intellettuali e di cognitivi per capire.

Capire che i medici e i sanitari dell’Ospedale del Great Ormond Street di Londra hanno fatto il possibile e forse anche di più, e che la sorte di un bambino non deve essere data in pasto all’opinione pubblica, che sovente giudica con la pancia e non con la ragione.

Il giudizio sulla vicenda Gard devono darlo i giudici e non i politici o l’opinione pubblica; e i giudici devono basarsi sulle valutazioni scientifiche più attendibili.

Vengono organizzati presidi davanti all’ospedale, ma nel frattempo che i medici si pronunciano, gli esami si fanno, i giudici rinviano, e Charlie continua a soffrire.

Intanto la struttura ospedaliera ha emesso un comunicato di denuncia del comportamento di molte persone: “Gli operatori hanno ricevuto offese in strada e via web. Migliaia di messaggi sono stati inviati a medici e infermiere il cui lavoro di una vita è prendersi cura dei bambini malati. Molti di questi messaggi erano minacciosi, ci sono state minacce di morte”.

Abbiamo ricevuto lamentele per comportamenti inaccettabili persino all’interno dell’ospedale. Non possono esserci scuse per il disturbo alla pace e alla privacy di famiglie e pazienti. Il Great Ormond Street Hospital è in stretto contatto con la Polizia Metropolitana e garantisce il massimo impegno per assicurare alla giustizia i responsabili di simili comportamenti”.

Il medico americano Michio Hirano e il suo collega italiano del Bambin Gesù di Roma, Enrico Bertini, hanno proposto un protocollo sperimentale e hanno chiesto ulteriori esami.

Tuttavia i medici dell’ospedale londinese hanno giudicato molto tristi gli esiti dell’ultima risonanza magnetica su Charlie.

La stampa parla di una sorta di braccio di ferro fra l’ospedale e i genitori del piccolo: molto triste non è solo la risonanza magnetica, ma ridurre la questione a un braccio di ferro.

Come se i medici volessero la morte del piccolo, e i genitori invece la vita. Pur sapendo che quella vita non è una vita e che con tutta probabilità è destinata a spegnersi definitivamente entro poco, se le macchine non lo tenessero appeso a un filo.

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