Chikungunya, aumentano i casi: a Roma è guerra tra le istituzioni

Eleonora Gitto

Scoppia la guerra tra Comune di Roma e Regione Lazio a causa dell’aumento dei casi di Chikungunya.

Il Sistema regionale di sorveglianza malattie infettive, Seresmi, informa prontamente la Regione dell’aumento dei casi di Chikungunya, la malattia virale diversa dalla malaria ma che pure che viene trasmessa dalle zanzare.

La Regione Lazio a sua volta in un comunicato ha informato: “Sono saliti a tredici i casi accertati e verificati dal Seresmi. Per monitorare la situazione e assumere le iniziative necessarie è in programma domani mattina in Regione una riunione operativa con i responsabili del Centro nazionale sangue e del Centro nazionale trapianti”.

La notizia non è piaciuta per niente all’assessore all’Ambiente del Comune di Roma, Pinuccia Montanari, la quale precisa che “in merito alle disinfestazioni necessarie per contenere i contagi, nella tarda serata di ieri, e con grande ritardo, la Regione Lazio ha convocato Roma Capitale scegliendo stranamente di comunicarlo a mezzo stampa”, e che “gli attuali casi di positività sono stati notificati dalla ASL al dipartimento Ambiente di Roma Capitale solo venerdì scorso, ci siamo attivati subito lunedì 11 settembre, per effettuare sopralluoghi e convocare una riunione di coordinamento tra gli enti interessati, inclusa la Regione Lazio”. Invece la Regione, anticipando il Comune, aveva già convocato la riunione.

Il botta e risposta continua con la Regione che replica: “Il Campidoglio è stato avvertito venerdì scorso dei quattro casi di Chikungunya”. E cosi la versione dell’assessore Pinuccia Montanari viene smentita in modo clamoroso.

Poi, la Regione attraverso le parole di Alessio D’Amato, responsabile della cabina di regia della Sanità del Lazio rincara la dose aggiungendo: “Il girono 8 settembre alle ore 13:26 l’ASL RM2 inviava via Pec (Posta elettronica Certificata ndr) al Comune di Roma una richiesta urgentissima di disinfestazione sul territorio”.

Poi D’Amato aggiunge “Non è certo il momento di entrare in inutili polemiche, bisogna fare la disinfestazione e al più presto e lo deve fare il Comune e non solo delle larve ma delle zanzare adulte, a rischio non c’è solo la salute pubblica: se non si interviene e al più presto, potrebbe essere bloccare le donazioni di sangue se non si fa subito la bonifica”.

La palla torna all’assessore Montanari che rincalza: “Dalla Regione continuano ad arrivare notizie false, poco chiare e diffamanti. Roma Capitale si è immediatamente attivata rispetto ai casi di Chikungunya che ci sono stati segnalati dall’Asl venerdì scorso. L’intervento è stato possibile solo oggi a causa delle avverse condizioni climatiche che avrebbero reso inefficaci e inutili i trattamenti”.

E mentre infuria questa polemica inutile e si assiste a un vergognoso rimpallo di accuse fra le due Istituzioni più importanti del Lazio, ai cittadini interessa solo una cosa, la più seria: la disinfestazione si farà al più presto, o no?

Sembrerebbe di sì. Almeno c’è l’impegno della Giunta capitolina di far firmare un’ordinanza al Sindaco Virginia Raggi per cominciare a disinfestare le zone a sud di Roma in cui risiedono quattro dei tredici romani affetti Chikungunya ricoverati con forti dolori ossei e febbre molto alta.

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