Cina clona 5 scimmie ma qualcosa non va

La storia della scienza, antica e moderna, è fatta di prove e di tentativi, di migliaia di fallimenti prima di poter giungere a una clamorosa scoperta capace di influire sul destino della specie umana.

Da decenni ormai, in tutto il mondo, gli scienziati provano ad applicare concretamente la clonazione ma i progressi sono meno importanti e sostanziosi di quelli sperati.
Ed anche la notizia che in questi giorni arriva dalla Cina non si capisce bene se sia una mezza vittoria od una mezza sconfitta.

Quel che è certo è che in Cina sono nati i primi cloni di animali malati.
Si tratta di 5 scimmie insonni, che saranno utilizzate per studiare squilibri legati al sonno, ansia e depressione.

Le cinque scimmie sono il frutto di due esperimenti condotti nell’Istituto di Neuroscienze (Ion) dell’Accademia Cinese delle Scienze (Cas) a Shanghai. Nel primo esperimento sono state modificate le scimmie donatrici delle cellule malate e nel secondo le cellule prelevate dalle scimmie geneticamente modificate sono state utilizzate per clonare scimmie portatrici dello stesso difetto genetico.

Ognuna delle cinque scimmie clonate ha la stressa malattia della matrice originale.

Ma serviva veramente clonare delle scimmie malate per il bene della scienza?
Per molti esperti del settore, anche in Italia, con questi esperimenti si viola qualsivoglia codice deontologico, etico e morale.

Perché dare la vita ad esseri già in partenza predestinati a soffrire? Perché farlo per studiare i disturbi depressivi quando poi, proprio in quest’ambito, l’aspetto genetico è solo uno e neppure il principale dei fattori che conducono a queste patologie?

Dura la reazione di Lav:

Quando capiremo che la vita non è un gioco? Questa non è scienza e nemmeno un passo avanti per la salute dell’uomo. È solo follia, l’uomo non è una macchina dove a un gene corrisponde una risposta, siamo organismi complessi che rispondono a una somma di fattori, spesso anche di origine ambientale. Questo approccio riduzionista è scientificamente sbagliato e fuorviante e appartiene all’800”, afferma Michela Kuan.

Chiediamo che su questo nuovo esperimento di clonazione vengano resi noti anche i fallimenti e i costi complessivi”.

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