Cina, ricostruite orecchie a bambini con stampante in 3D

Solamente pochissimi anni nascere con una malformazione fisica od ad un organo significava, volenti o nolenti, imparare a conviverci per tutta la vita, essendo un qualcosa di irreversibile, ma per fortuna gli enormi progressi della scienza hanno permesso di riuscire a intervenire anche in casi limite, ed oggi, ad esempio, è possibile persino ricostruire dal nulla un orecchio.

In Cina, infatti, per la prima volta, utilizzando cellule del paziente e una stampante 3D, è stato ricostruito l’orecchio di 5 bimbi (tra i 6 e i 9 anni) nati con un’anomalia del padiglione auricolare, che si presentava retratto e rimpicciolito (microtìa o microzìa).

Esistono 4 gradi di microtia: grado 1: orecchio piccolo, anatomia abbastanza normale, e spesso assenza del canale uditivo o con un canale stretto; grado 2: minima anatomia dell’orecchio, trago sviluppato, 1/3 dell’orecchio è di solito normale, assenza del canale auricolare o canale stretto; grado 3: forma di microtia più comune, caratterizzata da parti di orecchio piccole e non sviluppate e dall’assenza del canale; grado 4: noto anche come anotia, totale assenza di resti dell’orecchio e del canale.

La microtia è nel 90% dei casi monolaterale, colpisce più frequentemente l’orecchio destro e si presenta 2-3 volte più spesso negli uomini rispetto alle donne. La microtia ha un’incidenza di circa 1 su 8000 neonati e in Italia si registrano circa 90 nuovi casi l’anno.

Cina ricostruite orecchie a bambini con stampante in 3D

La causa della microtia è sconosciuta. Di solito non viene rilevata in ecografie prenatali e solo in pochi casi vi sono dei precedenti nella stessa famiglia. Non è frutto di un comportamento sbagliato in gravidanza, pertanto i genitori non devono incolparsi della malformazione che ha colpito il bambino.

I risultati degli interventi e del monitoraggio (tuttora in corso, il follow up è durato per 2,5 anni dall’operazione) degli interventi eseguiti in Cina sono stati resi noti sulla rivista EBIOMedicine. La ricostruzione dell’orecchio è stata coordinata da Ylin Cao del Tissue Engineering Research Key Laboratory di Shanghai e Università Jiao Tong a Shanghai.

Ad onor del vero, già da anni sono in uso delle tecniche di ricostruzione mediante chirurgia plastica. La novità di questo lavoro è che i medici hanno preso le cellule proprio dall’orecchio malformato del paziente, hanno creato uno stampo tridimensionale copiando la forma dell’altro orecchio che era sano e poi hanno ricostruito l’orecchio con la stampante 3D facendo moltiplicare le cellule prelevate. Infine i medici hanno impiantato l’orecchio così costruito sui piccoli pazienti.

«Siamo stati in grado di progettare, fabbricare e rigenerare correttamente le orecchie esterne specifiche per il paziente», hanno dichiarato i ricercatori.

«Tuttavia, sono necessari ulteriori sforzi per tradurre questo prototipo in pratiche cliniche di routine. In futuro, il follow-up a lungo termine (fino a 5 anni) delle proprietà della cartilagine e dei risultati clinici sarà essenziale», continuano i ricercatori.

Inoltre, secondo quanto riferito da  del Massachusetts Eye and Ear a Boston in un commento alla notizia riportato su CNN Health, vi sono alcuni aspetti potenzialmente pericolosi in questo protocollo terapeutico, per esempio il fatto che i medici abbiano usato le cellule dell’orecchio malformato che potrebbero non essere sane e dare altri problemi a lungo termine.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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