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Dai grandi elettrodomestici allo smart working: come risparmiare sui consumi domestici

VEB Lug 17, 2020

Spesso non ci si rende conto di quanti dispositivi tecnologici ed elettrodomestici si abbiano in casa, e di quanta energia consumino. Dal condizionatore alla lavatrice, le spese in bolletta aumentano spesso a dismisura se non si presta la dovuta attenzione.

In aggiunta, il periodo attuale è molto particolare, dato che attività come lo smart working finiscono inevitabilmente per impattare sui consumi energetici.

I grandi elettrodomestici “energivori”

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Nella maggior parte dei casi, le spese in bolletta aumentano soprattutto a causa dei grandi elettrodomestici, noti per consumare molta energia. Qui gli esempi si sprecano, partendo dal frigorifero, che resta collegato alla rete 24 ore su 24.

Nella lista si trovano ovviamente anche la lavatrice e l’asciugatrice, il cui impatto sulle bollette può diventare massiccio. In questi casi, bisogna scegliere degli elettrodomestici con classe energetica alta e a basso impatto ambientale, dunque con classe A+++. Naturalmente si consiglia di valutare sempre i consumi in kilowatt leggendo la scheda tecnica dei prodotti, prima di acquistarli. I programmi ECO possono dare un’ulteriore mano d’aiuto, in quanto abbattono i consumi elettrici e di acqua calda durante il lavaggio e l’asciugatura del bucato.

Dai grandi elettrodomestici allo smart working

Inoltre occorre parlare di un altro dispositivo famoso per i suoi consumi elevati, ovvero il condizionatore. Quando in estate inizia a fare molto caldo, diverse famiglie della Penisola ne abusano, causando un’impennata delle spese in bolletta. Per prima cosa, è opportuno evitare di superare uno scarto di 5-6 gradi con le temperature esterne, dato che in questo modo si riducono gli sforzi del motore, e di conseguenza i consumi di elettricità. In secondo luogo, ci sono opzioni come la deumidificazione che possono consentire di risparmiare e raffrescare allo stesso modo gli ambienti.

Altri consigli, fra smart working e tariffe

Oggi lo smart working è destinato a diventare una nuova routine per molti lavoratori della Penisola ed anche in questo caso bisogna considerarlo come una fonte di consumi da tenere a mente.

Anche per questo motivo, dunque, è bene pensare al piano tariffario che si ha attivo in casa, e riflettere sulla possibilità di cambiare contratto. Attualmente il mercato libero offre diverse opportunità per risparmiare, come quelle proposte da un fornitore di energia elettrica come Acea, ad esempio. Una volta trovato un contratto più conveniente, si può intervenire per limitare i consumi e per dare un senso alle nostre volontà di risparmio.

Siccome con lo smart working si consuma parecchia energia, è importante adottare alcuni accorgimenti utili. Per fare un esempio concreto, si suggerisce di optare per le lampadine a LED, che permettono di risparmiare fino al 50% rispetto a quelle classiche a incandescenza. Infine, attenzione alle opzioni concesse dalla domotica e dalla smart home, con l’opportunità di abbattere le spese automatizzando diversi aspetti della nostra casa.

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