Deducibilità dei Gadgets personalizzati

Redazione

Il moderno mercato aziendale si rivela particolarmente dinamico e, per questa ragione, le aziende che intendono essere al passo coi tempi hanno bisogno di pratiche sempre nuove per potersi distinguere dalla concorrenza. Ciò significa puntare su strategie di marketing tanto originali quanto audaci. Tra quelle più diffuse e che affondano le radici negli anni passati troviamo, sicuramente, la distribuzione di gadget promozionali.

Deducibilita dei Gadgets personalizzati

Ci riferiamo a prodotti utilizzabili quotidianamente come penne, shopper, borracce e portachiavi, tra le altre cose, caratterizzate dalle estetiche e dal logo dell’azienda. I gadget promozionali sono una soluzione particolarmente efficace per promuovere il brand e farlo conoscere, al fine di ampliare la clientela, rafforzando il rapporto con collaboratori e clienti, a prescindere dal fine ultimo della company. Questa, è una pratica di marketing abbastanza economica, oggi agevolata dalla deducibilità dell’acquisto di alcuni di questi oggetti.

Infatti, la normativa prevede i gadget deducibili al 100% quando il loro prezzo unitario è inferiore a 50€. Per questo motivo le aziende tendono a scegliere e-commerce economici come Fullgadgets, una tra le aziende di settore più famose, in quanto tra i propri 𝗴𝗮𝗱𝗴𝗲𝘁𝘀 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗶 dispone di una vasta gamma di prodotti con tariffa inferiore alla soglia stabilita dalla legge. Nelle prossime righe scopriremo tutto ciò che c’è da sapere sulle agevolazioni e su questa pratica, analizzandola nel dettaglio.

Ecco cosa sapere sulla deducibilità dei gadgets personalizzati

Come detto, i gadget promozionali sono un modo molto efficace per promuovere il brand e fidelizzare una pletora di clienti più ampia. Il merchandising pubblicitario, poi, continua ad essere un investimento abbastanza contenuto, pensando alle cifre decisamente più alte che caratterizzano la pubblicità tradizionale in televisione, in radio, su Internet, sui cartelloni pubblicitari e via discorrendo. Inoltre, essi sono deducibili molto facilmente, facendo parte delle cosiddette spese di rappresentanza, di cui ci accingiamo a parlare.

Con il termine sopracitato si definiscono tutti i costi di cui un’azienda o un lavoratore autonomo si investono al fine di promuovere e rafforzare l’immagine della propria attività o del brand ad essa collegato. Questa pratica di marketing e le sue spese concernenti sono regolamentate dal Decreto Ministeriale del 19/11/2008. Stando alla norma vigente, questo tipo di spese possono essere deducibili a livello fiscale, sempre che si rispettino i criteri enunciati nei paragrafi precedenti.

Oltre a questo, occorre che gli oggetti siano donati al cliente, al collaboratore o al dipendente a titolo completamente gratuito. Inoltre, l’omaggio aziendale deve avere una finalità totalmente proporzionale, connessa ai fini di marketing. Con i gadgets personalizzabili, insomma, si deve puntare a migliorare le relazioni pubbliche, ad aumentare la notorietà del marchio, a creare nuovi rapporti clientelari o a fidelizzare il target che già gravita intorno al brand. Insomma, i suddetti gadget devono arrecare un beneficio economico, anche solo potenziale, all’impresa che decide di adottarli.

Come dedurre i gadget promozionali

Parlando dei benefici che provengono dalla deducibilità delle spese sostenute per l’acquisto di gadget personalizzabili, ci si riferisce a due categorie di imposte: l’IVA e l’IRPEF. Nell’ultimo caso, la spesa è detraibile totalmente, qualora, come detto, il costo unitario del prodotto completo non superi i 50 euro. Quando il valore unitario del budget supera il valore espresso pocanzi, bisognerà apporre dei limiti alla sua deducibilità. In particolare, si detrarrà l’1.5% fino a 10 milioni di euro, lo 0.6% dai 10 ai 50 milioni di euro e lo 0.4% oltre i 50 milioni di euro. Il discorso cambia, invece, nel caso dell’IVA. Bisogna, infatti, distinguere in base al destinatario del gadget. Quando esso è destinato al cliente, allora il prodotto sarà detraibile al 100% e sottoposto ai medesimi criteri dell’IRPEF. Invece, se si lavora con partita IVA a regime forfettario, non sono previste detraibilità delle spese di rappresentanza.

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