Dengue, il virus si trasmette anche per via sessuale
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Nei mesi scorsi abbiamo avuto già modo di parlare più volte del virus Dengue, a causa della minaccia di un’epidemia che avrebbe potuto coinvolgere diverse zone del mondo, e potenzialmente provocare decine di vittime.

Di origine virale, la dengue è causata da quattro virus molto simili (Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4) ed è trasmessa agli esseri umani dalle punture di zanzare che hanno, a loro volta, punto una persona infetta.

Nell’emisfero occidentale il vettore principale è la zanzara Aedes aegypti, anche se si sono registrati casi trasmessi da Aedes albopictus.

La dengue è conosciuta da oltre due secoli, ed è particolarmente presente durante e dopo la stagione delle piogge nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Sudest asiatico e Cina, India, Medioriente, America latina e centrale, Australia e diverse zone del Pacifico. Negli ultimi decenni, la diffusione della dengue è aumentata in molte regioni tropicali.

Si presenta con febbre, cefalea, dolore muscolare e articolare, oltre al caratteristico esantema simile a quello del morbillo. In una piccola percentuale dei casi si sviluppa una febbre emorragica pericolosa per la vita, con trombocitopenia, emorragie e perdita di liquidi, che può evolvere in shock circolatorio e morte.

Non esistendo una vaccinazione efficace, la prevenzione si ottiene mediante l’eliminazione delle zanzare e del loro habitat, per limitare l’esposizione al rischio di trasmissione.

La maggior parte dei pazienti colpiti si riprende senza problemi, mentre si stima una mortalità dell’1–5% in assenza di terapia e inferiore all’1% nel caso di terapie adeguate.

Finora si è ritenuto che il contagio diretto da uomo ad uomo fosse particolarmente raro e potesse avvenire solo in caso di contatto diretto col sangue della persona ammalata nella fase di viremia (ad esempio tramite trasfusioni), ma un recente studio tutto italiano è arrivato a stravolgere le convinzioni anche degli specialisti del settore.

Nello specifico, il virus Dengue si potrebbe trasmettere anche per via sessuale. Lo dimostra, per la prima volta, uno studio dell’Istituto nazionale per le malattie infettive (Inmi) Spallanzani, che ha rilevato la presenza del virus nel liquido seminale di un italiano guarito da una recente infezione e appena rientrato da un viaggio in Thailandia.

Lo studio è pubblicato su Eurosurveillance.

La ricerca è altamente attendibile poiché portata avanti con tecniche all’avanguardia, in particolare quelle biomolecolari detto RT-PCR che hanno usato come campione proprio l’uomo infettato da Dengue.

Il 50enne è rientrato dalla Thailandia circa 120 giorni fa dopo aver lottato con la malattia, contratta forse con il morso di una zanzara o di un insetto. L’italiano aveva tutti i sintomi tipici della Dengue, ovvero dolori muscolari, astenia e febbre.

Una volta tornato in Italia, le dottoresse ed i dottori dell’Istituto (Eleonora Lalle, Concetta Castilletti ed Emanuele Nicastri) hanno cosi potuto studiare il campione e confermare che il virus Dengue può essere trasmesso per via sessuale.

“L’Inmi Spallanzani è impegnato a studiare patogenesi, virologia ed epidemiologia dei virus emergenti come il Chikungunya, il Dengue ed il virus Zika, oltre che nella cura delle persone colpite. Ci sforziamo di comprendere per quanto tempo i pazienti rimangono positivi al virus dopo il loro recupero e quali potrebbero essere le conseguenti implicazioni sulla salute pubblica . Va inoltre sottolineato il contributo che i pazienti garantiscono ai nostri studi aiutandoci ad approfondire per quanto tempo il virus può persistere nei fluidi biologici”, ha dichiarato Giuseppe Ippolito, Direttore scientifico dell’Istituto.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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