Dieta Gluten Free danneggia chi non è realmente intollerante

Dieta Gluten Free danneggia chi non è realmente intollerante

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Se il Fidget Spinner è il gioco del momento, con milioni di persone nel mondo che fanno girare la trottolina colorata tra le dite, in ambito alimentare la “moda” è quella della dieta gluten free.

Peccato che una trottola non ha mai ucciso nessuno, mentre invece l’ignoranza alimentare e l’esclusione, dalla propria alimentazione, di una classe ampia e importante di alimenti come quelli contenenti glutine, può avere gravissime conseguenze per la salute e portare persino alla morte.

In queste ore sta indignando il mondo la storia di Lucas, un neonato belga di soli 7 mesi, morto a causa della dieta senza glutine.

I genitori, che gestiscono un negozio di generi alimentari naturali a Beveren, avrebbero scelto per lui un regime dietetico gluten free.

Il decesso risale al 2014, ma nelle scorse ore si è aperto il processo a carico del padre e della madre del piccolo, e quindi la notizia ha ripreso a circolare.

Visibilmente sottopeso, come emerso dall’autopsia, Lucas aveva uno stomaco ben più piccolo della media. Veniva nutrito con alimenti inutili al suo sviluppo psico-motorio, senza alcun tipo di prescrizione medica.

I genitori si sarebbero rivolti a un omeopata quando il piccolo aveva crisi di fame anziché rivolgersi all’ospedale più vicino. «Non lo portammo da un medico perché ci sembrava non avesse nulla di strano», si è difeso il padre. La madre in aula ha aggiunto: «A volte Lucas perdeva peso altre volte lo riacquistava, non abbiamo mai pensato che potesse morire».

Per i celiaci, persone affette da intolleranza permanente al glutine, la dieta priva di questa proteina contenuta in molti cereali non è una scelta alimentare, bensì l’unica terapia possibile.

Ci sono però nel complesso 6 milioni di persone che nel nostro paese acquistano alimenti senza glutine, spendendo ogni anno 105 milioni di euro per prodotti dei quali non avrebbero bisogno.

In Italia si spendono per alimenti gluten-free 320 milioni di euro, ma di questi solo 215 riguardano persone che hanno avuto una diagnosi di celiachia. Tutti gli altri sono spesi da chi compra cibi senza glutine, in modo assiduo o solo occasionale, convinto che facciano bene, che aiutino a dimagrire, che migliorino il benessere.

In realtà, come hanno dimostrato molteplici studi scientifici, limitare il consumo di glutine per una persona non celiaca non apporta nessun beneficio.

1 Commento

  1. Salve, vorrei invitarla ad informarsi correttamente sulla dieta senza glutine, perché dal suo articolo traspare una demonizzazione del glutine free. Le faccio presente che i neonati non assumono glutine sino al 5/6° mese, e che normalmente assumiamo cibi senza glutine più di quello che pensa. Le scrivo perché tutti i giorni vivo glutine free, sia per obbligo che per piacere, e le posso assicurare che sono sano come un pesce. Ritengo infine che nella storia che lei ha riportato vi siano altri fattori più significativi in gioco. In ultimo concordo con lei che ultimamente la dieta senza glutine sia divenuta per alcuni una moda, ma da li ad essere nociva, c’è una grande differenza. Cordialmente

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