Dieta, quella perfetta la dà un algoritmo creato da ricercatori israeliani
Germi e batteri attenzione agli strofinacci da cucina

Con l’avvicinarsi dell’estate e della famigerata prova costume, la maggior parte di noi si trova alle prese con la dieta e con il tentativo disperato di buttare giù qualche kg che proprio non piace.

C’è chi si affida a un esperto, chi a regimi strampalati trovati in rete, chi mangia per settimane solo riso e pollo, ed i risultati naturalmente sono differenti per tutti, e non dipende solo dalla costanza di ognuno.

A quanto pare, infatti, anche a voler mangiare i medesimi alimenti, gli effetti non sarebbero i medesimi.

Secondo Eran Segal ed Eran Elinav, ricercatori dell’Istituto Weizmann in Israele, non tutti ingrassano allo stesso modo mangiando gli stessi nutrienti. Al termine di uno degli studi più ampi fatti in tema di alimentazione, i due autori hanno dimostrato che gli individui reagiscono in maniera differente agli stessi alimenti, così ciò che può risultare salutare e desiderabile per uno può risultare dannoso per un’altra persona.

Secondo la loro tesi, gli elementi che condizionano il modo di assorbire i cibi non dipendono solo dalla genetica, dallo stress, dagli ormoni o dalla glicemia, ma entrano in gioco anche trilioni di batteri, quella popolazione invisibile ma frenetica che compone il microbioma intestinale: circa 10mila specie diverse di microrganismi che entrano in contatto con i cibi ingeriti anche prima di noi.

Altro elemento fondamentale, secondo Segal ed Elinav, è il livello di glucosio, gli zuccheri nel sangue, che diabete a parte può essere considerato un marker per stabilire l’impatto del cibo sulla nostra salute: monitorare gli effetti degli alimenti sul nostro organismo è quindi possibile attraverso la misurazione della glicemia.

“Sono stati riscontrati pochissimi alimenti che siano essenzialmente buoni o cattivi per tutti quanti. La maggioranza degli alimenti può essere buona per una persona e meno buona per un’altra. Non esiste un alimento che sia uguale per tutti”, ha spiegato Elinav.

Ma quanto è difficile riuscire a seguire il metodo elaborato da Segal ed Elinav? “E’ esattamente questo che noi spieghiamo nel libro. E’ un sistema molto semplice – ha spiegato Elinav – basta andare in farmacia e comprare un glucometro, portarlo a casa e testare tutti quei cibi che normalmente includiamo nei nostri pasti. Verificare poi il livello di glicemia che si rileva dopo l’assunzione del pasto e dei diversi componenti e così si può capire quali sono buoni e quali invece causano un eccessivo picco glicemico. Sulla base di questi risultati si può poi decidere di combinare gli alimenti in maniera conseguente per vedere quale mix dia i risultati migliori dal punto di vista della risposta glicemica. In questo modo possiamo sentirci meglio, migliorare la nostra salute e la nostra dieta combinando gli alimenti in maniera personalizzata sulla base di questi risultati”, ha concluso.

Tramite la messa a punto di un algoritmo, una combinazione di calcoli matematici considerando le diverse variabili in gioco, i due scienziati sono quindi riusciti a determinare per ogni individuo gli alimenti favorevoli e quelli sconsigliati, e a formulare una dieta personalizzata ottimizzando la scelta dei piatti in base alle risposte glicemiche.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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