Dieta vegana attenzione alla carenza di vitamina b12 in gravidanza
Spiaggia metà degli italiani sono obesi e sovrappeso

Per dieta vegana si intende un regime alimentare che praticamente esclude carne di qualsiasi tipologia di animale e anche tutti prodotti di origine animale nei quali naturalmente alimenti presenti nelle più comuni diete vegetariane. Oggi oltre alla classica dieta vegana abbiamo anche altre varianti, tale regime alimentare sembra dare i suoi frutti e non avere controindicazioni particolari, ma oggi si parla di carenza di vitamina B12, importante durante la gravidanza.

Secondo i suoi sostenitori, la scelta vegan è altruistica, è fatta per gli altri, gli animali, ma, come effetto collegato,  dà anche, automaticamente, dei vantaggi in termini di salute.

Un’alimentazione 100% vegetale protegge dalle malattie degenerative, la principale causa di morte nei paesi industrializzati: l’aterosclerosi, il sovrappeso-obesità, il diabete mellito, l’ipertensione arteriosa, il cancro, l’osteoporosi.

Uno studio condotto dal Massachusetts General Hospital e pubblicato sul JAMA Internal Medicine Journal ha evidenziato che i vegani hanno un tasso di mortalità sostanzialmente più basso di coloro che consumano carne. I vegani mangiano molti legumi, cereali integrali e verdure amidacee nella loro dieta quotidiana, quindi assumono una maggior quantità di fibre (che appunto abbondano negli alimenti sopracitati) rispetto agli onnivori. Il che ovviamente è un bene.

Ma diventare vegani fa bene anche dal punto di vista cardiaco: le proteine vegane, soprattutto quelle della soia, possono ridurre il rischio di patologie cardiovascolari grazie ad un miglioramento del colesterolo e della pressione sanguigna. Alcuni studi indicano inoltre che chi non mangia carne tende ad avere un «Indice di Massa Corporea» inferiore rispetto agli altri. La cosa comporta un ridotto rischio di diabete e può anche spiegare perché vegani e vegetariani pesano in genere meno.

Dieta vegana, la carenza di vitamina B12 nuoce al feto

Dieta vegana, la carenza di vitamina B12 nuoce al feto

Finora si è anche pensato che una dieta 100% vegetale potesse essere la soluzione ideale per fasi importanti della vita, come quella della gravidanza.  Donne incinte, donne che allattano, neonati, bambini, tutti si è pensato traessero vantaggio da un’alimentazione vegan.

Si tratta infatti di situazioni in cui bisogna stare particolarmente attenti ai pericoli di una dieta sbagliata, e quindi è ancora più importante evitare grassi, farmaci, antibiotici, ormoni, pesticidi e altre sostanze tossiche che si accumulano nella carne, nei latticini e nelle uova.

Ma allo stesso tempo sembra ora che anche escludere tutti gli alimenti animali possa nuocere gravemente al bambino: a dare l’allarme gli esperti dell’ ospedale Bambino Gesù di Roma e dell’ospedale Meyer di Firenze che hanno individuato, attraverso lo screening neonatale esteso, nei regimi alimentari sbagliati della madri uno dei motivi del deficit di un’importante vitamina, la B12.

In pratica, sono triplicati in due anni i casi di deficit di vitamina B12 in gravidanza con il rischio di danni neurologici permanenti per il neonato: si è passati, spiegano gli esperti, dai 42 casi del 2015 ai 126 del 2016.

I numeri in assoluto sono bassi, spiegano gli specialisti, perché siamo di fronte a una malattia rara, ma “è la crescita a destare allarme”.

La vitamina B12, o cobalamina, è contenuta negli alimenti di origine animale, ha un importante ruolo nello sviluppo del sistema nervoso centrale e il suo fabbisogno aumenta in gravidanza. Se la madre non ne assume abbastanza, o peggio non ne assume affatto, può creare al neonato danni neurologici già in utero, che proseguono e peggiorano nei mesi successivi, con l’allattamento“, spiega Carlo Dionisi Vici, responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Patologia Metabolica dell’ospedale Bambino Gesù di Roma.

Il deficit materno di vitamina B12 oggi colpisce circa 1 neonato su 4.000, conta quindi più di 100 casi l’anno in Italia, che non sono affatto pochi – aggiunge – questa condizione si riscontra nei figli degli immigrati provenienti da Paesi come il Pakistan, il Bangladesh o l’India, che per tradizione hanno una dieta prevalentemente vegetariana. Quello che sempre più frequentemente stiamo osservando è la scelta di molte donne italiane di seguire la dieta vegana anche in gravidanza, senza mettere in conto i pericoli che fanno correre ai loro bambini“.

Il direttore dell’Osservatorio Malattie Rare, Ilaria Ciancaleoni Bartoli commenta quindi che “trattandosi di una malattia molto grave, ma in molti casi anche facilmente evitabile, fare corretta informazione diventa un dovere etico che spetta a medici, media e istituzioni: una campagna di informazione seria e condivisa potrebbe salvare molte vite”.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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