E’ vero che il tempo non esiste, tutto accade nello stesso momento

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La concezione del tempo come un’illusione costruita attraverso i ricordi umani è una prospettiva affascinante che emerge dalle ricerche degli scienziati impegnati a decifrare uno dei grandi enigmi dell’universo.

vero che il tempo non esiste tutto accade nello stesso momento

Le fondamenta fisiche del tempo

Dentro il tessuto delle leggi fisiche, non esiste un principio che imponga al tempo di fluire in una direzione specifica. La simmetria delle leggi fisiche suggerisce la possibilità che il tempo possa procedere sia in avanti che all’indietro. Questa idea è supportata da alcuni teorici che, esaminando le dinamiche del Big Bang, ipotizzano che il tempo possa invertire il suo corso nel momento in cui l’universo, smettendo di espandersi, iniziasse a contrarsi.

La visione del tempo come una costruzione mentale umana è condivisa da alcuni esperti, che introducono il concetto di “universo a blocchi”, dove tempo e spazio si intrecciano in una singola entità: lo spaziotempo.

Una nuova interpretazione del tempo

Secondo una teoria moderna, che trova fondamento nella teoria della relatività di Einstein, spazio e tempo costituiscono un’entità quadridimensionale dove ogni evento, passato, presente o futuro, è definito da coordinate precise nello spaziotempo. In questo quadro, ogni istante, sia esso passato o futuro, detiene la stessa rilevanza del presente.

Max Tegmark, fisico del MIT, offre una visione in cui la realtà può essere percepite come un’entità tridimensionale in evoluzione nel tempo, oppure come un insieme quadridimensionale statico, l'”universo a blocchi”. Se accettiamo la seconda interpretazione, il cambiamento si rivela un’illusione, poiché in realtà nulla si trasforma: passato, presente e futuro coesistono simultaneamente.

Tegmark riflette sulla natura del tempo, sottolineando come la nostra percezione di passato e futuro sia condizionata unicamente dai ricordi presenti nel nostro cervello. L’illusione del cambiamento nasce dalla nostra interpretazione dei ricordi come testimonianze di un passato ormai svanito.

Secondo quanto riportato da esoreiter.ru, il dottor Barbour dialoga con lo scrittore e fisico Adam Frank, esplorando l’idea del tempo come una sequenza di istanti percepiti.

Barbour introduce l’analogia di “Platonia”, un paese immaginario eterno e immutabile, governato da leggi matematiche perfette, dove ogni punto rappresenta il presente. In questa visione, ciò che percepiamo come il passato non è altro che un’illusione creata dalla nostra mente.

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