Elisa Lam dal paranormale al mistero di un caso irrisolto
Elisa Lam mistero di un caso irrisolto

La morte di Elisa Lam è sempre stata avvolta nel mistero, ma per capire quale mistero si cela dietro questa orribile morte, dobbiamo conoscere prima la vittima.

Elisa Lam è una studentessa canadese ( di origini asiatiche) che il giorno 19 febbraio 2013 è stata trovata morta in una delle cisterne dell’acqua sul tetto del Cecil Hotel in Downtown Los Angeles, la ragazza fu dichiarata scomparsa dal giorno 31 gennaio 2013.

Il corpo della ragazza fu ritrovato principalmente per diverse segnalazioni degli abitanti dell’Hotel che riscontravano un colore dell’acqua corrente molto strano, le segnalazioni fecero intervenire i tecnici che si recarono sul tetto per controllare le cisterne dell’acqua.

Il terrore fu tanto quando aprendo uno dei contenitori delle cisterne, ritrovarono un cadavere in avanzato stato di decomposizione, le indagini dimostrarono poi che il corpo era quello di Elisa Lam, ormai morta da quasi 20 giorni.

Nessuna prova concreta aveva portato all’omicidio, secondo gli inquirenti non c’erano prove tangibili che la ragazza fosse stata uccisa e poi gettata nel contenitore della cisterna, inoltre sarebbe stato a dir poco impossibile trasportare il corpo eludendo la sorveglianza e le telecamere di sicurezza.

Ma la cosa impressionante fu riscontrata quando vennero controllate le riprese proprio delle telecamere di sicurezza, riprese nelle quali si vedono, evidentemente, gli ultimi istanti di vita della studentessa, che appare molto impaurita si nasconde nell’ascensore dell’Hotel, poi esce nuovamente e sembra parlare ed avere paura di una presenza invisibile.

La successiva autopsia ha escluso l’utilizzo di stupefacenti, un’ipotesi avanzata in un primo momento, anche la possibilità di un suicidio è stata scartata per le problematiche dovute all’annegamento in una cisterna dell’acqua, tra l’altro sigillata esternamente.

Porte e scale che accedono al tetto sono bloccate e solo il personale addetto ha accesso alle chiavi, l’unica possibile soluzione, secondo gli inquirenti, sono le scale antincendio, ma in ogni caso pur accedendo al tetto i contenitori dell’acqua sono posti su un pilastro di cemento e per arrivare alla cima, gli stessi tecnici hanno dovuto utilizzare delle lunghe scale.

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