Il tramonto è, per definizione, il momento più fotografato della giornata. Eppure, dietro quei colori caldi che sfumano dall’arancio al viola intenso, non c’è solo poesia, ma una complessa interazione fisica tra la luce solare e l’atmosfera terrestre. Spesso ci fermiamo a guardare il fenomeno del cielo rosso con ammirazione, ignorando che quel segnale visivo è il risultato di un preciso processo di selezione cromatica operato dai gas e dalle particelle sospese sopra le nostre teste.

La fisica della luce: lo Scattering di Rayleigh
Per capire perché il cielo cambi colore, dobbiamo guardare alla composizione della luce solare. Anche se la percepiamo come bianca, essa contiene tutti i colori dello spettro visibile. Quando questa luce entra in contatto con l’atmosfera, urta contro le molecole di azoto e ossigeno.
Il principio cardine è lo Scattering di Rayleigh, dal nome del fisico britannico Lord Rayleigh che lo teorizzò nel XIX secolo. Questo fenomeno descrive come la luce venga dispersa dalle particelle atmosferiche. La luce blu ha una lunghezza d’onda più corta e viene dispersa molto più facilmente in tutte le direzioni: ecco perché, durante il giorno, il cielo appare azzurro.
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Tuttavia, quando il sole è basso all’orizzonte (all’alba o al tramonto), la luce deve attraversare uno strato di atmosfera molto più spesso prima di raggiungere i nostri occhi. Durante questo lungo tragitto, la componente blu viene quasi completamente rimossa dalla dispersione, lasciando passare prevalentemente le lunghezze d’onda più lunghe, ovvero il rosso e l’arancione.
Il ruolo del particolato e della meteo
Non tutti i tramonti sono uguali. Alcuni sono pallidi, altri sembrano letteralmente “infuocati”. La differenza risiede in ciò che galleggia nell’aria. Particelle più grandi di aerosol, come polvere, polline, goccioline d’acqua o inquinanti, causano un tipo diverso di diffusione chiamato Scattering di Mie.
Contrariamente a Rayleigh, lo Scattering di Mie non predilige una lunghezza d’onda specifica, ma tende a diffondere la luce in modo più uniforme. Tuttavia, la presenza di queste particelle può esaltare la saturazione dei colori. Secondo i dati del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), una moderata presenza di aerosol può rendere il rosso più vibrante, mentre un’aria eccessivamente carica di smog o umidità tende a rendere il colore più cupo e meno brillante.
Esempi storici e naturali
Un esempio celebre di come le particelle influenzino il colore del cielo è l’eruzione del vulcano Krakatoa nel 1883. Le ceneri immesse nella stratosfera causarono tramonti di un rosso così vivido in tutto il mondo che in alcune città vennero chiamati i vigili del fuoco, convinti che ci fossero incendi all’orizzonte. Si ipotizza persino che il cielo inquietante del celebre quadro L’Urlo di Edvard Munch sia ispirato proprio a quegli eventi atmosferici.
Previsioni del tempo: “Rosso di sera, bel tempo si spera”
Esiste un fondo di verità scientifica nei detti popolari. Alle nostre latitudini, i sistemi meteorologici si muovono prevalentemente da ovest verso est. Un cielo rosso al tramonto indica spesso che la luce solare sta attraversando una zona di alta pressione situata a ovest, dove l’aria è secca e carica di polvere sottile. Poiché l’alta pressione è solitamente associata al bel tempo, la probabilità che il giorno successivo sia soleggiato aumenta notevolmente.

Al contrario, se il cielo è rosso al mattino, significa che la zona di alta pressione e aria secca si è già spostata a est, lasciando spazio a un fronte di bassa pressione in arrivo da ovest, portatore di nuvole e possibili precipitazioni.
“La diffusione della luce è la prova visibile che l’atmosfera non è un vuoto, ma un fluido denso e dinamico che filtra costantemente l’energia stellare.” — Citazione scientifica adattata dai principi di ottica atmosferica.
L’impatto dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici
Negli ultimi anni, la frequenza di cieli dai colori insolitamente accesi è aumentata in alcune regioni a causa degli incendi boschivi su larga scala. Il fumo contiene particelle di dimensioni ideali per bloccare le frequenze del blu e del verde, permettendo solo ai toni scarlatti di filtrare.
Sebbene l’effetto visivo possa essere affascinante, gli scienziati avvertono che un cielo rosso intenso causato dal particolato da combustione è un segnale di allarme per la qualità dell’aria. Monitorare la rifrazione della luce solare permette ai ricercatori di analizzare la densità degli inquinanti senza dover necessariamente prelevare campioni d’aria al suolo, utilizzando strumenti come i fotometri solari.
Tabella: Differenze tra tipologie di Scattering
| Tipo di Scattering | Particelle coinvolte | Effetto sul colore |
| Rayleigh | Molecole di gas (N2, O2) | Cielo azzurro (giorno), rosso (tramonto) |
| Mie | Polvere, polline, fumo | Colori biancastri o grigi, esaltazione rossi intensi |
| Non selettivo | Gocce di pioggia grandi | Nuvole bianche |
Analisi del colore nelle diverse stagioni
In inverno, l’aria tende a essere più secca e pulita rispetto all’estate, specialmente nelle zone lontane dai centri urbani. Questo permette una diffusione di Rayleigh più “pura”, regalando tramonti dai colori molto netti e definiti. In estate, l’aumento dell’umidità e dei pollini sospesi crea quella caratteristica foschia che rende i colori più pastello e diffusi, spesso virando verso un arancio rosato invece che un rosso sangue.
La posizione geografica gioca un ruolo altrettanto fondamentale. Nelle aree costiere, il sale marino vaporizzato agisce come un prisma naturale, mentre nelle zone desertiche è la sabbia sospesa a dominare la scena cromatica. Questi elementi trasformano ogni tramonto in un evento unico, influenzato dalla composizione chimica dell’atmosfera locale.
FAQ – Domande frequenti
Perché il cielo rosso è più comune al tramonto che all’alba?
In realtà, il fenomeno può verificarsi con la stessa intensità. Tuttavia, la percezione umana è influenzata dal fatto che al tramonto l’atmosfera è spesso più carica di polvere e particelle sollevate dalle attività umane durante il giorno, il che può accentuare la diffusione cromatica rispetto alla quiete mattutina.
L’inquinamento atmosferico rende i tramonti più belli?
Non necessariamente. Mentre alcune particelle possono saturare il rosso, un eccesso di inquinamento da smog (come il biossido di azoto) tende a rendere il cielo marrone o grigiastro, “sporcando” la purezza del colore e riducendo la visibilità dei contrasti cromatici tipici di un’aria pulita e secca.
Il fenomeno del cielo rosso esiste anche su altri pianeti?
Sì, ma con risultati opposti. Su Marte, ad esempio, l’atmosfera è ricca di polvere di ferro che diffonde la luce rossa durante il giorno. Al tramonto, però, la scarsa densità atmosferica fa sì che la luce blu sia quella che filtra meglio: i tramonti marziani sono infatti bluastri.
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