Gatti, ecco perché le vibrisse sono importanti

Tradizionalmente considerati schivi e poco affettuosi, in realtà i gatti sono tra gli animali più amati e ormai sono presenti nelle case di tantissime famiglie italiane.

Di razza in razza, nei gatti cambia la lunghezza del pelo, la grandezza, l’agilità, persino la forma del viso o delle orecchie, ma tutti hanno in comune i lunghi baffi, le vibrisse.

È risaputo che ad un gatto si può far tutto ma mai strappare i baffi: ma perché?

Essenzialmente perché le vibrisse sono collegate al sistema nervoso: le estremità dei baffi sono infatti datate di organi sensoriali chiamati propriocettori che aiutano il gatto a determinare la distanza di un oggetto e la consistenza di una superficie.

I baffi sono quindi indispensabili per orientarsi al buio, per capire dove riuscire ad infilarsi e dove no, persino per restare in equilibrio e compiere i suoi celeberrimi salti da altezze anche molto sostenute.

Generalmente ci sono 12 baffi per ogni lato del muso, ma le vibrisse non si trovano solo ai lati del muso ma anche sopra gli occhi e sugli arti anteriori.

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