Gay Pride, a Madrid oltre un milione di persone

Se la scorsa settimana le manifestazioni nel nostro paese hanno avuto comunque un discreto successo di pubblico, mostrando che anche un paese sostanzialmente bigotto come il nostro si sta aprendo, anche se fin troppo lentamente, al riconoscimento dei diritti di tutti, a prescindere dall’orientamento sessuale, di ben altra pasta è la grande festa che è durata una settimana e che si è conclusa in queste ore a Madrid, che è stata capace di richiamare centinaia di migliaia di persone da ogni parte del mondo.

Con lo slogan “Viva la vita” e 52 carri si è mossa per le strade di Madrid la grande marcia del WorldPride, l’appuntamento più importante per la difesa dei diritti degli omosessuali, bi e trans (Lgbt).

Oltre un milione di persone lungo la celebre Gran via fino a Plaza Colon: il gay pride per la prima volta ha ottenuto l’appoggio di tutti i partiti politici spagnoli compreso il conservatore Partido Popular che si oppose alla legge per il matrimonio gay voluta dai socialisti; legge che però passò facendo della Spagna il quarto Paese al mondo, ora sono 23, ad ammettere le nozze omosessuali.

“Qualunque siano i tuoi amori, Madrid ti ama”, recita lo slogan sugli striscioni nella celebre Plaza Mayor della capitale spagnola. Altri striscioni con le scritte “uguaglianza”, “diversità” e “libertà” sono stati affissi lungo tutto il percorso della parata.

Il World Pride a Madrid, oltre ad essere la celebrazione dell’amore, è anche una grande festa delle famiglie, i bambini sono dappertutto, ognuno sventola la sua bandiera arcobaleno. Ci sono quelli con due mamme, due papà, mamme o papà single, una mamme e un papà, famiglie nel segno dell’amore.

La marcia del ‘Orgullo’ gay si svolge all’indomani della decisione del parlamento tedesco di riconoscere il matrimonio gay, una nuova importante tappa per il riconoscimento dei diritti della comunità Lgtb.

Sfilate si sono tenute anche in molte altre città del mondo per ricordare che c‘è ancora molto da fare: in 72 Paesi infatti le relazioni omosessuali sono proibite e in alcuni stati islamici la punizione è la pena di morte.

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