George Romero, addio al grande regista re dell’horror

Nelle stesse ore purtroppo abbiamo avuto notizia di due grandissime perdite per il mondo del cinema: è appena arrivata la notizia, sebbene il decesso sia di sabato, della scomparsa di Martin Landau, attore celeberrimo per il suo ruolo di Capitano Koenig nella serie fantascientifia degli anni ’70, Spazio 1999, e della dipartita di George Romero, altrettanto celebre regista noto come re del genere horror.

Il regista americano è morto all’età di 77 anni: lo riporta il Los Angeles Times citando il suo produttore Peter Grunwald che ha riferito che il regista è morto nel sonno “dopo una breve ma aggressiva battaglia con un cancro ai polmoni”. Aveva accanto a sé la moglie Suzanne Desrocher Romero e la figlia Tina.

Il grande regista lascia in eredità un genere cinematografico divenuto cult. “La notte dei morti viventi” del 1968 è il film che definisce un genere. La sua trilogia, che ha dettato lo standard per il cinema horror, affonda le sue radici in una feroce critica sociale.

Durante la scorsa Mostra del cinema di Venezia Dario Argento, che di Romero è stato produttore ma soprattutto amico, raccontava a proposito della pellicola Zombi, il secondo capitolo della saga dopo La notte dei morti viventi: “Noi che lo giravamo eravamo assolutamente consapevoli della dimensione politica del film, d’altronde si fa politica vivendo. Ogni film è politico nella misura in cui è immerso nella vita, io sono convinto che nel cinema tutto diventi politico se parla della realtà”.

I due hanno in seguito lavorato fianco a fianco nel 1990 in ‘Due occhi diabolici’, pellicola composta da due episodi, ognuno di loro ne ha diretto uno, omaggio al saggista statunitense Edgar Allan Poe.

Romero era nato a New York, nel Bronx, da padre cubano e madre lituana. La passione per il cinema scoppiò che era giovanissimo, così subito dopo gli studi alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh nel 1960, cominciò a girare cortometraggi.

Dopo l’incredibile debutto con “La notte dei morti viventi” (scritto da Romero insieme a John A. Russo) nel 1968, impostosi come cult già negli anni ’70 ma soprattutto il film che ha coniato il genere zombie, nel 1978 realizzò “Zombi”, il secondo della trilogia “Trilogia dei morti viventi”, che completò nel 1985 con “Il giorno degli zombi”.

Seguono numerosi titoli, fin dagli anni ’70 che, sebbene meno noti grande pubblico, costituiscono il patrimonio inimitabile che Romero lascia agli appassionati del genere.

 

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