Giappone, epidemia di morbillo per i no-vax?

Negli ultimi mesi abbiamo avuto modo di parlare spesso dei “no-vax”, cioè di coloro che si rifiutano di vaccinare i loro figli sostenendo che questi siano sostante nocive realizzate ad hoc dalle case farmaceutiche per lucrare, senza alcun beneficio, ed anzi responsabili di una miriadi di effetti collaterali tra cui l’autismo.

Tesi complottiste e senza nessuna evidenza scientifica, smentite fino alla nausea anche dall’Organizzazione mondiale della Sanità, ma che continuano a creare proseliti che mettono in pericolo la salute dei propri figli e di quelli degli altri.

Non l’abbassamento della percentuale delle vaccinazioni si rischia di far tornare virus che al contrario erano stati quasi del tutto debellati.

E questa non è una problematica che riguarda solo l’Italia, dove per scongiurare il fenomeno i vaccini sono stati addirittura resi obbligatori per legge: in Giappone è appena scoppiato un ampio focolaio di morbillo, e la “colpa” è proprio dei no vax.

Nello specifico, la nazione sta affrontando la peggior epidemia di morbillo degli ultimi dieci anni con oltre 167 casi, provocata da due distinti focolai uno dei quali è legato ad un gruppo religioso che rifiuta la medicina.

A riportare i dati il National Institute of Infectious Diseases giapponese, secondo cui la maggior parte dei casi si concentra nelle prefetture di Mie e Osaka. Quasi tutti i 49 casi a Mie si sono verificati tra membri della comunità religiosa, secondo cui medicine e vaccini devono essere evitati per ‘purificare il corpo’.

Setta che però, dinanzi alla conseguenze inaspettate della propria condotta, ha immediatamente fatto marcia indietro: “Data la situazione inaspettata seguiremo l’invito dei responsabili sanitari a fare il vaccino contro il morbillo e altre malattie altamente contagiose” fanno sapere attraverso un comunicato.

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