Google risponde alle accuse dell’Antitrust e respinge ogni addebito

Ormai sono diversi mesi che va avanti la diatriba tra Google e l’Antitrust: il colosso tecnologico è accusato di abuso di posizione dominante, e dallo scorso aprile l’ente europeo continua con le sue indagini.

Non è la prima volta che Google deve rispondere di accuse simili, dato che un procedimento analogo era stato avviato, ed in seguito archiviato, anche negli Stati Uniti dalla Federal Trade Commission (FTC), ma stavolta il colosso ha deciso di rispondere direttamente alle accuse mossegli.

La società fondata da Larry Page e Sergey Brin ha inviato alla Commissione un lungo documento per confutare, punto per punto, le accuse: “Il nostro motore di ricerca – afferma il manager Kent Walker, senior vice president di Google – è progettato per fornire i risultati più rilevanti e le inserzioni pubblicitarie più utili per qualunque richiesta. Utenti e inserzionisti beneficiano di questo allo stesso modo. Così Google. E’ nel nostro interesse fornire risultati di alta qualità e annunci pubblicitari che diano alla gente quello che cerca. Più rilevanti sono gli annunci – ossia meglio connettono i potenziali acquirenti con i venditori – e più valore generano per ognuno”.

Secondo la difesa, Google avrebbe aiutato (peraltro a costo zero) gli aggregatori sviluppati da terze parti che si occupano di proporre prodotti e servizi acquistabili dagli utenti. Google in pratica ha respinto al mittente le accuse di ostacolare la concorrenza nei servizi di shopping per favorire i propri e, nella sua risposta a Bruxelles, non propone modifiche ma sostiene che quest’ultima sbagli valutazione.

Ricardo Cardoso, portavoce dell’Authority per concorrenza dell’Ue, ha confermato che la Commissione europea ha ricevuto il documento di Google.

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