Scopri il volto meno noto del deserto più grande del mondo
Quando pensiamo al Sahara, l’immagine più comune è quella di un mare infinito di dune dorate, punteggiato da qualche rara oasi. Ma la realtà è molto più sorprendente e complessa. Secondo quanto riportato da IFLScience, il Sahara nasconde una varietà di paesaggi e fenomeni naturali che sfidano ogni stereotipo.

Solo un quarto del Sahara è sabbia
Con una superficie totale che supera i 9 milioni di chilometri quadrati, il Sahara è il più vasto deserto caldo del pianeta. Ma contrariamente a quanto si possa immaginare, solo il 25% di quest’area è coperta da sabbia. Parliamo di circa 2,35 milioni di chilometri quadrati, occupati principalmente da imponenti dune e vasti erg, come il Grand Erg Oriental, uno dei più estesi e spettacolari.
Il resto del Sahara è dominato da paesaggi completamente diversi: altopiani rocciosi (hamadas), pianure di ghiaia (serirs o regs), valli asciutte, letti di fiumi prosciugati e distese saline. Un deserto che, sotto la superficie arida, racconta una storia geologica e climatica affascinante.
Le oasi: gioielli nascosti tra le rocce
Tra le zone più sorprendenti c’è la Guelta d’Archei, nel cuore del Ciad, una spettacolare oasi incastonata tra gole di roccia che ospita ancora forme di vita uniche, come piccoli branchi di coccodrilli del deserto. Nel Sahara si contano circa 90 grandi oasi, preziosi rifugi d’acqua e vegetazione, anche se estremamente rare se si considerano le dimensioni del deserto.
Un deserto che un tempo era verde
Il Sahara non è sempre stato così inospitale. Tra 8.000 e 3.000 anni fa, in un periodo conosciuto come Sahara Verde, la regione era ricca di laghi, fiumi e praterie. Il clima era umido e favorevole alla pastorizia, e la presenza umana era diffusa. Questo passato verde è ancora visibile in pitture rupestri e resti archeologici che testimoniano una biodiversità oggi scomparsa.
Fenomeni climatici estremi: il Sahara cambia ancora
Sebbene oggi il Sahara sia noto per il suo clima estremo e la scarsità di piogge, eventi meteo eccezionali possono ancora trasformarne temporaneamente il volto. Nell’ottobre 2024, un raro ciclone extratropicale ha attraversato il Sahara nord-occidentale, portando in appena due giorni l’equivalente di un anno di precipitazioni. Il risultato? Laghi effimeri tra le dune, un fenomeno tanto raro quanto spettacolare.
Conclusione
Il Sahara non è solo sabbia: è un mosaico di ambienti, una memoria vivente della storia climatica della Terra e una continua fonte di meraviglia. Conoscere il vero volto del deserto più grande del mondo significa anche imparare a rispettarne la complessità e le trasformazioni.
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