Tumore al pancreas un semplice selfie per la diagnosi

Eleonora Gitto

La tecnologia ci accompagna quotidianamente, fa parte ormai della nostra vita in ogni ambito lavorativo e non, nella vita di tutti i giorni la utilizziamo nel bene e nel “male” è parte integrante soprattutto in ambito medico, dalla tecnologia nasce (pare) la possibilità di riuscire a diagnosticare un tumore, in questo caso al pancreas, direttamente con uno scatto fotografico: Ma davvero il tumore al pancreas si può diagnosticare con un selfie?

La tecnologia dello smartphone può portare a dei risultati fantastici anche nel campo medico. Più in generale, però, è l’informatica che può farla da padrona nei prossimi anni in settori fondamentali, come quello della telemedicina.

Si tratta di un approccio medico-telematico che si sta sviluppando rapidamente proprio in questo periodo.

Attraverso la telemedicina, le diagnosi possono essere fatte anche stando a casa, con un collegamento video, mail o con altri strumenti, col proprio medico. E anche le terapie possono essere prescritte telematicamente, con relative ricette.

Non solo, determinate analisi possono essere fatte anche al proprio domicilio, senza spostarci per andare al laboratorio.

Molti strumenti diagnostici possono essere acquistati anche online, e i risultati possono esser inviati ai vari studi medici.

In questo modo si possono risolvere tantissimi problemi, basandosi sulla velocità e sulla praticità, evitando le file e il sovraffollamento, quando non addirittura spese inutili.

Nel frattempo che il settore della telemedicina sia sviluppato compiutamente, possiamo utilizzare un’app che ci aiuta a capire le condizioni del nostro pancreas, soprattutto in previsione di eventuali tumori.

L’applicazione si chiama Biliscreen, un acronimo che sta a significare screening della bilirubina, l’eccessiva presenza della quale può essere dovuta alla presenza di un tumore al pancreas.

L’applicazione è stata sviluppata da un team di scienziati dell’Università di Washington. Si tratta in buona sostanza di fare un selfie, o se volete una fotografia dettagliata del nostro occhio. Attraverso un particolare algoritmo, il programma è in grado di determinare eventuali livelli aumentati di bilirubina nella sclera oppure nella parte bianca dell’occhio.

Dicono i ricercatori: “La speranza è che le persone possano fare questa semplice prova una volta al mese, nella privacy delle loro case, e che qualcuno possa individuare la malattia abbastanza presto per sottoporsi a un trattamento che potrebbe salvargli la vita”.

Dal canto suo, Shwetak Patel, docente di Ingegneria Elettronica all’Università di Washington, precisa: “Dagli occhi è possibile comprendere molte cose che riguardano il nostro corpo. Ad esempio. Le lacrime possono rivelare il livello di glucosio, così come la parte bianca può mostrare il livello di bilirubina nel sangue”.

Naturalmente, l’incremento della bilirubina può essere dovuto a molte altre patologie, tuttavia questo screening iniziale può essere importante soprattutto perché ci evita di dover ricorrere periodicamente alle analisi del sangue, con relativi disagi e perdita di tempo. L’applicazione Biliscreen si è finora rivelata semplice a usarsi e precisa.

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