Influenza, aumentano i casi di contagio da nord a sud
Influenza aumentano i casi di contagio da nord a sud

Lungo tutta la nostra penisola, complice le temperature molto basse, è allarme influenza.

Nello specifico, in tutto dall’inizio della sorveglianza epidemiologica sono stati registrati un milione e 403mila casi di italiani colpiti dal Virus dell’Influenza. Nel rapporto Influnet si legge che, ad oggi, casi di influenza sono stati registrati in tutte le regioni italiane tranne che in Friuli Venezia Giulia.

Secondo le previsioni dei medici sentinella, il vero picco influenzale è però atteso tra la fine dell’anno e l’Epifania. Molti dovranno abbandonare il sogno di una vacanza al mare o in montagna e rassegnarsi a trascorrere le tanto attese festività sotto le coperte.

Da nord a sud, sono ormai tantissimi gli influenzati, ma il Lazio, fanno sapere dall’Istituto Superiore della Sanità, è tra le Regioni più colpite. “In base ai dati che riceviamo dai medici di medicina generale, negli ultimi sette giorni l’influenza ha colpito 6 persone su 1.000 – dice Caterina Rizzo, medico epidemiologo dell’ISS – L’incidenza è maggiore nei bambini tra 0 e 14 anni». A Santo Stefano, al pronto soccorso del Bambino Gesù, sono arrivati oltre 450 bambini”.

Influenza, aumentano i casi di contagio da nord a sud

Influenza, aumentano i casi di contagio da nord a sud

Gli ospedali lamentano naturalmente un sovraffollamento del pronto soccorso. «La maggior parte dei pazienti arriva da noi non tanto per l’influenza quanto a causa di alcune complicanze che possono colpire i soggetti più fragili – dice il direttore medicina d’urgenza e pronto soccorso del Gemelli, Francesco Franceschi – Nelle ultime 24 ore abbiamo trattato 228 pazienti».

L’ Ospedale Sandro Pertini ha registrato tra i 150 e i 200 accessi al giorno, numeri elevati ma non allarmanti. Analoga situazione al San Camillo Forlanini, dove, a cavallo del Natale c’è stata una maggiore affluenza in pronto soccorso. Massima allerta invece per i bambini che, quest’anno, sono colpiti non soltanto dall’ influenza ma anche da una bronchiolite particolarmente severa.

Per ridurre il rischio d’insorgenza, negli adulti e soprattutto nei bambini, occorre ricordare un vademecum che inviti al rispetto delle norme igieniche fondamentali: non bere o mangiare utilizzando bicchieri o posate altrui; non mettere oggetti d’uso comune vicino alle labbra; stare lontani da chi tossisce; non usare giochi, matite, biro, strumenti musicali ecc. dei compagni né tanto meno sciarpe o telefoni altrui; coprirsi naso e bocca nell’incavo del gomito quando si tossisce o starnutisce; utilizzare fazzoletti di carta da gettare nell’immondizia dopo l’uso, evitando di disperderli nell’ambiente; lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni/gel disinfettanti.

I piccoli colpiti da influenza devono riposare il più possibile, adottare un’alimentazione nutriente e bilanciata, ricca di vitamine e sali minerali; senza essere forzati se non hanno voglia di alimentarsi.

Per di più ci sono tutte le condizioni per ipotizzare che la stagione influenzale sarà particolarmente aggressiva. L’inverno è caratterizzato da temperature rigide già nei primi giorni di dicembre, la copertura vaccinale è ancora molto bassa e c’è una circolazione contemporanea di più virus: la nuova variante dell’A/H1N1 detta Michigan (che è inserita nel vaccino) e i ceppi dello scorso anno l’A/H3N2 Hong Kong e i due virus B, B/Brisbane e B/Phuket.

Non resta quindi che prestare la massima attenzione, e nel caso si becchi ugualmente il temuto virus, rassegnarsi a passare le prime ore del nuovo anno al calduccio.

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