La Grecia crede in Tsipras ed è tripudio di no all’Europa

La giornata di ieri è stata quella decisiva per il destino della Grecia e gli elettori non si sono tirati indietro: l’affluenza registrata è stata del 65%, ben al di sopra del 40% necessario affinché il referendum fosse considerato valido.

Con un atto estremamente democratico, il popolo greco a stato chiamare a scegliere del proprio destino, dovendo esprimersi sull’urgenza di accettare i piani salvataggio proposti dalla Commissione Europea, oppure rifiutarli ed andare incontro ad una probabile Grexit, una uscita cioè del paese dalla Zona Euro.

W alla fine il popolo ha scelto di credere nel suo Premier Alexis Tsipras, e netta ha votato no: in nessuna delle 13 periferie, così si chiamano le regioni greche, il nai, sì, è riuscito a imporsi, il dato nazionale lo inchioda sotto al 39%. l Paese è dunque con il premier Alexis Tsipras, al cui esecutivo ha fornito un’ulteriore investitura, e col ministro del Tesoro Yanis Varoufakis.

“In questi 5 mesi i nostri creditori hanno rifiutato ogni proposta di discussione, volevano umiliarci. Da domani, grazie a questo bel no chiameremo i nostri partner per trovare un terreno comune”. Queste, le prime parole del ministro delle Finanze greco, Yannis Varoufakis.

“Oggi è un giorno di festa, perché la democrazia è una festa”, ha detto Alexis Tsipras dopo aver votato, “perché si può ignorare la decisione di un governo, ma non la decisione di un popolo”. “Da domani apriamo la strada per tutti i popoli d’Europa. Oggi la democrazia batte la paura”, ha aggiunto uscendo dal seggio.

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