Linfoma, vitamina C invece della chemio: radiato il medico di Padova

Eleonora Gitto

Radiato il medico di Padova che curava con sistemi alternativi il linfoma: vitamina C e integratori al posto della chemioterapia.

Il medico, Paolo Rossaro, era stato condannato con sentenza definitiva della Corte di Cassazione per omicidio colposo, per non aver curato con la chemioterapia un suo assistito morto nel 2007.

L’uomo, un camionista, era stato curato con metodi alternativi, vale a dire con vitamina C e integratori.

La vicenda giudiziaria è stata in realtà anche più complessa, in quanto la famiglia del deceduto aveva denunciato per calunnia Rossaro, il quale avrebbe negato di aver redatto delle ricette con la terapia alternativa.

Rossaro non ci sta e decide di continuare la sua battaglia, confortato dalla solidarietà di molti suoi pazienti.

Dichiara il medico radiato: “E’ il Medioevo scientifico, siamo tornati alla caccia alle streghe, si processano le idee. E poi non si ha nemmeno il coraggio di comunicare decisioni così gravi de visu. Lo si fa per lettera, due mesi dopo la mia audizione in Commissione Disciplinare. Un disastro per la correttezza e la dignità professionale; con questo verdetto hanno screditato il valore morale ed etico del nostro lavoro”.

“E’ assurdo – prosegue Rossaro – puniscono un medico che rispetta il giuramento di Ippocrate seguendo e ascoltando i malati nella loro complessità di persone”.

Per quel che riguarda il provvedimento di radiazione, l’Ordine dei Medici ha probabilmente seguito due linee; la prima è quella delle risultanze della sentenza della Corte di Cassazione, che lo ha condannato in via definitiva; la seconda è quella basata su criteri statistico-scientifici, i quali suggeriscono che al giorno d’oggi il 95% dei casi di linfoma di Hodgkin sono guaribili in base alla terapia chemioterapica.

In base a ciò, risulta che probabilmente il camionista vicentino avrebbe anche potuto salvarsi se fossero stati seguiti i protocolli ufficiali.

Ovviamente il battagliero Rossaro presenterà ricorso alla Commissione Centrale per gli esercenti le professioni sanitarie.

Il provvedimento di radiazione non è immediatamente esecutivo e il medico può continuare a esercitare in attesa del pronunciamento di appello.

Rossaro prosegue: “Io ho fiducia nella giustizia, in 40 anni di lavoro questo è l’unico procedimento penale a mio carico. Ci ho già investito troppi soldi tra avvocati e spese processuali: cerco un legale che mi rappresenta senza chiedere la parcella, pagherò solo le spese vive”.

“Intanto l’ambulatorio resta aperto, io continuo a fare il medico e a dire: viva la vita! Andrò a Roma, a presentare ricorso, senza angoscia né rabbia contro questo mondo maldestro e ipocrita”.

 

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