Lombardia in prima linea per diagnosi precoce del tumore
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Purtroppo condurre un’esistenza sempre in perfetta salute è poco più di un’utopia: tutti noi abbiamo a che fare con patologie più o meno gravi, ma fondamentale è la prevenzione e la diagnosi precoce.

Fare prevenzione significa adottare strategie per evitare la comparsa di una malattia o a limitarne gravità e peggioramento. In particolare, la prevenzione primaria permette di ridurre il rischio di sviluppare delle malattie eliminando i fattori alla loro base. La prevenzione secondaria permette invece di identificarle precocemente, in modo da poter intervenire quanto è più facilmente trattabile e le probabilità di guarigione sono più elevate. Infine, la prevenzione terziaria consente di gestire al meglio i sintomi delle malattie croniche e contrastare la comparsa di complicazioni.

Il concetto di prevenzione appare inoltre strettamente correlato a quello di “Promozione della Salute” definita, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, come: “il dare alle persone i mezzi per diventare più padroni della propria salute e per migliorarla. Per raggiungere uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, la persona o il gruppo deve essere in grado di definire e concretizzare le aspirazioni, di soddisfare i propri bisogni e di modificare l’ambiente, così da adattarvisi. La salute, quindi, è considerata come una risorsa della vita quotidiana e non come lo scopo dell’esistenza. La salute è un concetto positivo che mette l’accento sulle risorse sociali e personali, cosi come sulle capacità fisiche. La promozione della salute non si risolve solo nel settore della sanità; essa va oltre gli stili di vita sani per includere la nozione di benessere”.

Il fatto di sentirsi in forma o di non percepire malesseri manifesti non deve assolutamente far dimenticare che è opportuno fare con regolarità un check del nostro corpo per valutarne il benessere fisico e mentale.

Lombardia in prima linea per diagnosi precoce del tumore

Lombardia in prima linea per diagnosi precoce del tumore

La diagnosi precoce si basa sulla segnalazione tempestiva di una lesione o di una malattia in modo tale da rilevarla nella sua fase iniziale e avere il vantaggio di mettere in atto cure efficaci e terapie per arrivare alla guarigione completa. In questo ambito hanno un ruolo fondamentale i fattori di rischio.

L’obiettivo finale dell’individuazione e del controllo dei fattori di rischio è la riduzione del rischio e quindi della mortalità o perlomeno del rischio di sviluppare la malattia.

Se prevenzione e diagnosi precoce sono fondamentali per qualsiasi patologia, lo sono ancora di più per il cancro, che può essere una malattia dal decorso molto lungo e nel caso venga scoperta tardi le possibilità di sopravvivere sono quasi azzerate.

Migliaia di casi vengono diagnosticati in Italia ogni anno, ma per quanto riguarda prevenzione e diagnosi precoce la Lombardia è in prima linea.

In Lombardia nel 2017 sono stati stimati 63.700 nuovi casi di tumore (33.150 uomini e 30.550 donne).

Lo si legge nel volume “I numeri del cancro in Italia 2017” presentato a Palazzo Lombardia. La pubblicazione, realizzata dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), dall’Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum) e dalla Fondazione Aiom, evidenzia che i tumori più frequenti sono quelli del seno (8.950), colon retto (8.600) e polmone (7.200). La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi corrisponde alla media nazionale, raggiunge infatti il 63% fra le donne e il 54% fra gli uomini.

La Lombardia è una delle poche Regioni italiane ad aver attuato una rete oncologica, che rappresenta oggi una realtà consolidata: un sistema di accessi diffusi nel territorio consente al cittadino di entrare nei percorsi di cura direttamente nel proprio luogo di residenza e di disporre di una valutazione multidisciplinare”.

Lo ha detto l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera intervenendo alla presentazione a Palazzo Lombardia.

Questo sistema – ha proseguito l’assessore Gallera – ha consentito di raggiungere risultati importanti in termini di qualita’ dell’assistenza. Non solo: la nostra Regione ha svolto un ruolo fondamentale nell’istituzione della Rete Nazionale dei Tumori Rari. E’ stato proprio l’Istituto Tumori di Milano, struttura di eccellenza e altamente qualificata del sistema sanitario lombardo, ad avviare il primo progetto per una Rete di questo tipo”.

Ogni anno, inoltre, in Italia vengono diagnosticati 89mila tumori rari, in Lombardia circa 14.500. Inoltre la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è pari al 55%, inferiore rispetto alle neoplasie a alta incidenza (68%).

Le evidenze scientifiche – ha sottolineato ancora Gallera – ci dicono che i migliori risultati in termini di sopravvivenza, adeguatezza delle cure e qualità di vita delle pazienti colpite da questa neoplasia sono direttamente proporzionali al numero di casi trattati per centro di cura. Per questo in Lombardia è stata realizzata una Rete regionale, formata da 38 Centri di Senologia, le Breast Unit, dove Team multidisciplinari sono in grado di offrire tempestivamente le migliori cure”.

La Lombardia presenta – si legge nel Volume – alcune fra le percentuali più alte in Italia di adesione ai programmi di screening organizzati.

Dal 2007 lo screening colonrettale (test del sangue occulto nelle feci) è a sistema su tutto il territorio. L’adesione nel 2016, pari al 49%, conferma il trend dello screening colon-rettale in Lombardia, superiore alla media nazionale (36% nel 2016). Nella Regione le donne aderiscono più degli uomini (51% vs. 44%) e il tasso cresce all’aumentare dell’età.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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