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L’Universo si è fermato, che sta succedendo?

VEB Set 18, 2023

Guardando il cielo notturno, ci ritroviamo di fronte a un quadro straordinario di galassie che sembrano aggregarsi, formando strutture intricate simili a ghirigori di schiuma che galleggia sull’oceano.

Universo si e fermato che sta succedendo
Foto@Pixabay

Questa miriade di strutture cosmiche si è lentamente formata nel corso degli eoni, a partire da particelle diffuse nello spazio durante il Big Bang, il tutto sottoposto alla legge inesorabile della gravità.

Un team di fisici dell’Università del Michigan, sotto la guida di Nhat-Minh Nguyen, Dragan Khaterer e Yuewei Wen, ha intrapreso il compito di gettare nuova luce su un aspetto ancora misterioso del nostro universo, ovvero il tasso esatto della sua espansione. Il loro studio potrebbe non solo risolvere un puzzle di lunga data, ma anche riscrivere la nostra comprensione dell’universo.

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Sappiamo che l’universo è in continua espansione, un fenomeno quantificabile attraverso la costante di Hubble (H0). Tuttavia, le misurazioni di questa costante hanno prodotto risultati divergenti, a seconda del metodo utilizzato. Mentre l’analisi delle supernovae suggerisce un tasso di espansione di circa 74 km/s per megaparsec, i dati provenienti dallo studio del fondo cosmico a microonde propongono un tasso leggermente più basso, circa 67 km/s per megaparsec.

Sebbene la discrepanza possa sembrare minima, essa pone una questione fondamentale riguardante il nostro modello attuale dell’universo. Qui entra in gioco un protagonista enigmatico: l’energia oscura.

Nguyen illustra come la gravità funzioni come un catalizzatore, facilitando l’accrescimento di strutture su larga scala nel tempo, mentre l’energia oscura sembra operare in senso opposto, mitigando queste fluttuazioni e frenando lo sviluppo della struttura. Il gruppo di ricerca ha indagato a fondo su questi fenomeni, analizzando i dati sulla distribuzione delle galassie e sulla radiazione cosmica.

Le loro scoperte indicano un rallentamento più marcato della crescita delle strutture su larga scala dell’universo di quanto previsto dal modello standard ΛCDM (che incorpora l’energia oscura e la materia oscura).

“Constatiamo che le divergenze nei tassi di crescita diventano più evidenti man mano che ci spostiamo verso il presente“, ha notato Nguyen.

Sebbene la causa esatta di questo rallentamento rimanga un enigma, lo studio apre la porta a una serie di domande cruciali sull’evoluzione dell’universo e sulla potenziale necessità di rivedere i nostri modelli attuali.

La complessità dell’universo è frutto di miliardi di anni di evoluzione, e svelare i suoi segreti più intimi richiederà probabilmente tempo e ulteriori ricerche. Questa nuova ricerca rappresenta un passo significativo verso la comprensione più profonda delle origini e del destino del nostro universo, gettando le basi per futuri studi in questo campo affascinante e sempre in evoluzione.

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