Nel corso dei secoli, i gatti neri sono stati al centro di credenze e superstizioni che hanno condizionato il modo in cui le persone li percepivano. Sebbene oggi sia più comune considerarli animali affascinanti e misteriosi, in passato le loro vite erano spesso segnate dalla paura e dalla diffidenza. Ma da dove provengono queste antiche credenze?

Dall’antica Grecia all’Europa medievale
Le prime testimonianze di superstizioni sui gatti neri si rintracciano nella mitologia greca, dove la dea Ecate, associata al mondo degli inferi e alla magia, poteva trasformarsi in un felino nero. Nel tempo, questo legame tra Ecate e i gatti neri ha contribuito a farli percepire come portatori di sventura. Con la diffusione delle storie di stregoneria in epoca medievale, l’immagine dei gatti neri si è ulteriormente offuscata, poiché erano visti come compagni delle “streghe” e creature malefiche.
La venerazione in Egitto: dalla caccia ai topi al culto divino
Curiosamente, la civiltà egizia nutriva un sentimento del tutto opposto. Già intorno al 3000 a.C., gli egizi apprezzavano le abilità predatorie dei gatti, essenziali per proteggere i raccolti da topi e ratti. Nel tempo, questa riconoscenza si è trasformata in vera e propria venerazione: i gatti venivano considerati sacri e associati alle divinità.
- Bast (o Bastet): dea dell’amore, della gioia e protettrice dei gatti, spesso raffigurata con la testa felina.
- Chiunque danneggiasse un gatto rischiava pene severe, tanto che alcuni storici ritengono che l’eccesso di protezione in Egitto abbia contribuito a radicare un certo timore reverenziale verso questi animali.
Superstizioni in diverse culture
Con il passare dei secoli, i gatti neri hanno iniziato a ispirare storie di sfortuna in numerosi Paesi. Ecco alcuni esempi:
- Italia: se un gatto nero saltava sul letto di un malato, si temeva una morte imminente.
- Scozia: avvistare un gatto nero durante una veglia funebre poteva presagire la dipartita di un presente.
- America: sognare un gatto nero era considerato un cattivo auspicio per la famiglia.
- Credenza diffusa: un gatto nero che attraversa la strada porterebbe sfortuna, idea ancora condivisa da alcuni.
L’evoluzione delle credenze e i nuovi segnali di fortuna
Fortunatamente, molte di queste convinzioni negative si sono attenuate o si sono trasformate nel corso dei secoli.
- Inghilterra e Scozia: in epoche più recenti, un gatto nero apparso sotto il portico era visto come un augurio di buona sorte.
- Il pelo bianco: oggi, una superstizione comune dice che se un gatto nero presenta un ciuffo di pelo bianco, strapparlo potrebbe “portare via” la fortuna. Perciò, meglio lasciarlo intatto!
Conclusioni
Da simbolo di sventura a guardiano dei raccolti e fonte di venerazione, i gatti neri hanno attraversato millenni di storia accompagnati da credenze contrastanti. Miti e leggende sulle loro presunte doti magiche o sinistre si sono evoluti e continuano a cambiare. L’importante è ricordare che, al di là delle superstizioni, questi animali rimangono affettuosi compagni domestici, meritevoli di rispetto e comprensione.
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