Malattie e medicine, i rimedi pericolosi della nonna

Eleonora Gitto

Malattie e medicine, i rimedi pericolosi della nonna.

La saggezza degli avi, degli antichi. La naturalità dei rimedi della nonna, la lungimiranza delle soluzioni della vicina di casa.

L’esperienza che porta al risolvere sempre i problemi, anche quelli della salute.

Sono frasi a effetto che abbiamo imparato a considerare e anche a rispettare, ma non sempre le cose vanno così. Anzi.

Se dovessimo fare la conta di tutte le prese di posizione sbagliate, e a volte decisamente perniciose, che la tradizione si porta appresso da secoli, si potrebbero scrivere diversi libri.

Il problema è che è vero che la tradizione può tramandare cose positive, ma può, irragionevolmente e irrazionalmente, anche tramandarne di negative.

Con tutte le conseguenze del caso. Magari con alcuni rimedi più o meno miracolosi che, nel migliore dei casi, non fanno assolutamente niente; nel peggiore, possono portare a conseguenze decisamente negative.

Questo non vuol dire che dobbiamo mettere da parte sempre una buona, vecchia tisana; ma vuol dire che dobbiamo imparare a mettere da parte atteggiamenti e prese di posizione antiscientifici dettati più dalla credulità popolare che altro.

C’è da dire in particolare che le nonne avevano una soluzione pressoché per tutto: una specie d’infallibilità sanitaria a basso prezzo, ma sovente dai dubbi risultati.

Poi si è fatta avanti la scienza e certi trucchetti sono stati bocciati clamorosamente: per esempio il bagno ghiacciato per abbassare la febbre, oppure il burro da spalmare sulle ustioni per far passare il dolore.

A tutto questo si è opposta una specifica ricerca presentata al Pediatric Societies Meeting di San Francisco, in California.

Lo studio ha preso in considerazione molte pratiche che la tradizione erroneamente ha spesso giudicato efficaci, ma che, in effetti, nei giorni nostri potrebbero essere considerate alla stregua di bufale, che vanno tanto di moda.

Lo studio ha interessato ben 800 nonni che crescono almeno un bimbo, ed è stato presentato dalla squadra di Andrew Adesman, che è l’attuale responsabile della Pediatria dello sviluppo al Cohen Children’s Medical Center di New Hide Park, a New York.

Spiega Adesman: “Il numero dei bambini cresciuti principalmente dai nonni è aumentato. Come pediatri noi vogliamo che i bambini siano nelle mani migliori possibili e che la loro salute sia la migliore possibile”.

Invece il 44% dei nonni raccomanda bagni ghiacciati in caso di febbre alta.

Sbagliato: può causare ipotermia. Il 25% non sa che la posizione ideale per far dormire un bimbo nella culla non è a testa in giù, ma a pancia sopra. Attenzione, quindi, o nonni. E attenzione ai nonni, o genitori.

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