Mario Draghi prosegue le consultazioni, chi è dentro?

Redazione

Mario Draghi ha iniziato nella giornata di ieri i colloqui dettagliati sulla formazione di un nuovo governo, un giorno dopo essere stato designato per ripristinare l’ordine politico nel paese in questo particolare momento che vede l’Italia afflitta da una terribile crisi economica amplificata dalla pandemia di coronavirus.

L’ex presidente della Banca centrale europea (BCE) doveva incontrare i leader del partito a Roma per sondarli sulla loro disponibilità a sostenere un’amministrazione di unità nazionale.

Mario Draghi prosegue le consultazioni chi dentro
Mario Draghi (Foto@Wikimedia)

Il premier uscente Giuseppe Conte, nelle sue prime osservazioni da quando ha lasciato l’incarico la scorsa settimana, ha detto di aver incontrato Draghi mercoledì e gli ha augurato “in bocca al lupo“. 

Conte ha detto che il Paese necessita di “un governo politico solido e sufficientemente unito” per affrontare le crisi urgenti provocate dalla pandemia di coronavirus

Draghi ha il sostegno di alcuni dei principali partiti in parlamento, ma il più grande – il movimento Cinque Stelle (M5s) che ha fortemente sostenuto Conte – non è ancora a bordo. Il compito dell’economista è urgente: l’Italia rimane nella morsa della mortale pandemia di coronavirus, con il bilancio delle vittime che continua a salire di centinaia ogni giorno, fino a un totale di quasi 90.000 finora.

Il governo deve anche elaborare un piano entro poche settimane per rilanciare la sua economia colpita dalla recessione con l’aiuto di una massiccia iniezione di fondi dell’Unione europea. “Governo politico“? Secondo il quotidiano La Stampa, Draghi affronta un vero e proprio “puzzle“. 

Il PD e il partito Italia Viva dell’ex premier Matteo Renzi sono pronti a sostenerlo, insieme all’opposizione conservatrice di Silvio Berlusconi Forza Italia e ad alcune forze minori di sinistra e centriste.

Renzi – che ha innescato le dimissioni di Conte ritirandosi dalla coalizione di governo – ha detto al quotidiano La Repubblica che il governo Draghi “sarà la salvezza dell’Italia“. Per entrare in carica, però, Draghi ha bisogno anche dell’astensione o del sostegno di uno degli altri tre partiti: M5S, La Lega di Salvini e Fratelli d’Italia. 

Anche se ha perso la maggior parte del suo vantaggio radicale, il M5S è iniziato come un partito antielitario, quindi è ideologicamente imbarazzante per loro sostenere una figura per eccellenza dell’establishment come Draghi. 

Uno dei leader del M5S, il ministro degli Esteri uscente Luigi Di Maio, ha fatto eco all’appello di Conte per un “governo politico“, respingendo l’idea di un gabinetto composto da tecnocrati. Draghi potrebbe aggirare il problema offrendo alcuni posti di gabinetto al M5S e ad altri partiti, ma non è chiaro se questo sia sufficiente per superare il blocco.

Di Maio e altri membri dell’amministrazione uscente, compreso Conte, sarebbero stati presi in considerazione per nuovi incarichi di gabinetto, secondo alcune indiscrezioni. 

Conte, professore di legge strappato all’oscurità quando è diventato premier per la prima volta nel 2018, ha lasciato intendere che sarebbe rimasto in politica, dicendo ai suoi sostenitori del M5S: “Sono qui e rimarrò qui“.

Anche Roberto Gualtieri del PD potrebbe sopravvivere come ministro dell’Economia, anche se Carlo Cottarelli, ex funzionario del Fmi, e Fabio Panetta, banchiere centrale come Draghi, fossero legati anche ai portafogli economici.

L’Italia punta a ricevere buona parte del fondo UE per il recupero post-virus – circa 200 miliardi di euro – ma deve presentare un piano di spesa credibile a Bruxelles entro aprile. Se Draghi non riuscisse a raccogliere la maggioranza, o perdere un voto di fiducia parlamentare dopo essere entrato in carica, l’opzione di ripiego sarebbero le elezioni anticipate, che il blocco di destra guidato da Salvini potrebbe vederli favoriti. 

Ma il presidente Sergio Mattarella ha detto chiaramente martedì che vuole evitare elezioni anticipate, vista la complessità di tenerle nel mezzo di una pandemia.  Mercoledì il presidente ha chiamato Draghi, dandogli mandato per formare un governo, dopo che i ripetuti tentativi di rilanciare la vecchia coalizione di governo di Conte sono falliti.

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