Massimo Giletti, uno spirito libero che non piace alle caste

Ha dovuto digerire bene la notizia prima di rilasciare pubbliche dichiarazioni, e noi non possiamo certo dargli torto: Massimo Giletti ha infatti appreso dai giornali  che la sua “Arena” a settembre non sarebbe tornata la domenica su Rai Uno, seppure fosse una delle poche trasmissioni della televisione di stato a garantire sempre un ottimo share, anche trattando argomenti non certo semplici, per non dire scomodi.

Solo in queste ore, intervistato dal quotidiano Libero,  Giletti  parla del suo futuro professionale, anche se non dà alcuna risposta certa: “Non ho ancora preso una decisione. Mio padre mi ha insegnato l’arte di non abdicare mai a onestà intellettuale e dignità. Dalla Rai si entra e si esce. Spesso ho trovato in questa azienda persone che non mi hanno aiutato, anzi hanno cercato di ostacolarmi. Però poi c’era una parte sana che mi dava una mano perché sapeva come lavoro. E si stava a galla con gli ascolti”.

Giletti quindi non ha paura di lasciare la Rai, dove lavora da diversi anni, ed infatti si racconta come “uno spirito libero” che si è sempre scagliato contro le caste e i privilegi di pochi: “Una volta mi ha chiamato un direttore generale perché aveva ricevuto l’ennesima telefonata di protesta e mi ha chiesto: “Ma lei da che parta sta, non lo capisco”. Gli risposi: “Se non lo capisce vuol dire che faccio bene il mio lavoro”.

Massimo Giletti ribadisce sempre a Libero come rifarebbe il gesto costatogli una multa da 20 mila euro contro la difesa dei vitalizi fatta da Mario Capanna, e affronta anche diversi temi più politici. Il conduttore rimarca l’estrema preparazione di Renzi e Berlusconi nelle interviste TV, e definisce il segretario del PD figlio del fondatore di Forza Italia.

Il conduttore svela di aver ricevuto proposte di candidature da parte del centrodestra, anche se per il momento non pensa a entrare in politica: valuterebbe comunque, pur nel rispetto della sua personalità molto indipendente, anche offerte di altre forze politiche.

Infine, tornando alla concorrenza di Barbara D’Urso, è molto corretto: “Abbiamo storie diverse, ognuno fa la sua televisione”.

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