Mattarella, tutelare la maternità ed il lavoro femminile

VEB

Se l’annosa mancanza di lavoro è una piaga che affligge l’Italia in generale, bisogna anche sottolineare che la situazione è addirittura peggiore per quanto riguarda l’universo femminile.

Nonostante il Codice Civile regolamenti parità di diritti e doveri nell’accesso al lavoro, le donne sono tuttavia ancora fortemente penalizzate: non sono pochi i datori di lavoro che vedono nelle donne poco più di un “utero”, pronte a lasciare il posto di lavoro per mesi per andarsene in maternità.

Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che sul Corriere della Sera ha difeso il Valore della maternità, spiegando come questo sia intimamente connesso alla libertà femminile.

“Il valore della maternità costituisce il completamento di quello della libertà femminile”, ha spiegato, ed anzi, si tratta di “un tema decisivo per il destino stesso della società e per la qualità della nostra vita”. Secondo Mattarella quella femminile è stata, inoltre, “la grande rivoluzione antropologica del secolo scorso, in cui le donne hanno saputo affermare dignità e diritti, e il loro ruolo sociale si è accresciuto”. E tutta l’intera società ne ha beneficiato.

“Cruciale è, ovviamente, il rapporto tra maternità e lavoro. L’occupazione femminile, così carente nel nostro Paese, costituisce un fattore essenziale di modernizzazione, è vettore di innovazione e di arricchimento della coscienza civica, è antidoto tra i più efficaci alla povertà e all’emarginazione sociale. Occorre fare di tutto per accrescere il lavoro femminile. La conciliazione tra lavoro e maternità è una leva di sviluppo, oltre che sociale e culturale. La maternità non è in opposizione alla produttività. È vero il contrario: dove le donne lavorano di più e i servizi sono migliori c’è maggiore apertura alla maternità. L’equilibrio dei carichi familiari può contribuire a unioni solide, a una crescita serena dei figli e, dunque, a una società più matura. Le nuove norme sul congedo parentale per i padri lavoratori non hanno ancora prodotto gli effetti sperati e lo squilibrio all’interno della famiglia continua a produrre limitazioni e impedimenti a carico delle donne”, ha spiegato in modo chiaro e diretto.

Ma “le leggi da sole non bastano mai. Dobbiamo, possiamo promuovere cultura e politiche positive che favoriscano il lavoro femminile, prima e dopo la maternità, in modo che il suo valore sociale sia pienamente affermato. L’andamento demografico in Italia non è positivo. Impegnarci per modificarlo è già di per sé una buona notizia”, ha concluso.

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