Melanoma, mai sottovalutare la prevenzione
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Il melanoma è un tumore che colpisce la pelle o cute, l’organo che riveste completamente il nostro corpo. Tra tutti i tipi di tumori della pelle, è quello meno diffuso ma anche il più pericoloso perché può crescere velocemente e invadere anche i tessuti circostanti.

La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo ed è formata da tre strati: l’epidermide, il derma e il tessuto sottocutaneo o grasso. I melanociti fanno parte, insieme ai cheratinociti, dell’epidermide e hanno il compito di produrre melanina, un pigmento che protegge dagli effetti dannosi dei raggi solari. In condizioni normali i melanociti possono dar luogo ad agglomerati scuri visibili sulla superficie della pelle e noti come nei (nevi è il termine medico).

Le formazioni precancerose del melanoma non danno sintomi, ma possono essere individuate con un attento controllo dei nei della pelle. Un metodo utile, e facile da ricordare, per riconoscere un neo sospetto è la sigla ABCD che ne elenca le caratteristiche: A come asimmetria della forma, B come bordi irregolari, C come colore variabile, D come dimensioni in aumento sia in larghezza che in spessore. In genere i nei congeniti, cioè sulla nostra pelle sin dalla nascita, sono tondeggianti, hanno un colore uniforme e non subiscono trasformazioni nel tempo.

Il melanoma può insorgere più raramente anche in altre aree corporee, come l’occhio, le mucose di bocca e genitali.

Se un neo è sospetto, la biopsia è il primo esame che può accertare il melanoma. L’analisi del tessuto consente di stabilire se è innocuo oppure canceroso. Una biopsia positiva è seguita dall’analisi dello stato dei linfonodi, gli organi del sistema linfatico localizzati lungo tutto il corpo: quando un melanoma inizia a diffondersi raggiunge per primi i linfonodi più vicini, chiamati pertanto linfonodi sentinella, che drenano la linfa direttamente dal tumore. Una biopsia del linfonodo sentinella può essere richiesta per completare la diagnosi.

Il trattamento dei tumori cutanei dipende dal tipo di tumore, dallo stadio di malattia ma anche dalla sede di comparsa, oltre che dall’età e dallo stato di salute del paziente. Il trattamento è nella maggior parte dei casi chirurgico. Nei casi dove la chirurgia non fosse sufficiente, si può ricorre anche alla terapia fotodinamica, alla chemioterapia, alla radioterapia, alle terapie biologiche come immunoterapia e/o targeted therapy.

Purtroppo nel nostro paese i casi sono in costante aumento: negli ultimi 5 anni infatti si è registrato un aumento del 34% dei nuovi casi nel nostro Paese, mentre nel 2017 ne sono stati stimati circa 14mila – erano 10.400 nel 2013.

Ed è sempre più diffuso tra i giovani: non è un caso che il 20% delle nuove diagnosi di melanoma riguarda le persone sotto i 40 anni.

Naturalmente, come per tutte le patologie, la parola chiave è prevenzione.

Per sensibilizzare tutti i cittadini sull’importanza della prevenzione, la Fondazione Melanoma ha realizzato uno spot disponibile sul sito www.fondazionemelanoma.org, che avrà ampia diffusione nei social network e nelle emittenti televisive. Nel video, reso possibile grazie al sostegno di Bristol-Myers Squibb, viene mostrata una ragazza di spalle, i nei sulla sua schiena sono il ‘ricordo’ dei momenti trascorsi al sole, troppo spesso senza protezione, che la pelle non dimentica.

L’eccessiva esposizione ai raggi UV svolge infatti un ruolo decisivo nello sviluppo del melanoma, raddoppiando il rischio di sviluppare la malattia.

Inoltre va ricordato che le scottature solari gravi, durante l’infanzia e l’adolescenza, triplicano il rischio di melanoma in età adulta. Prendere provvedimenti per prevenire il melanoma è quindi il miglior primo passo per proteggere noi stessi e la nostra pelle.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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