Morbillo, i vaccini e il primato italiano: nuovi casi nelle ultime settimane

Eleonora Gitto

Nuovi casi di morbillo nelle ultime settimane: i vaccini e il triste primato italiano.

Secondo il bollettino di Ministero e ISS, nel solo mese di giugno i casi notificati di morbillo sono stati 184, in netto aumento rispetto agli 85 di un anno fa. E le cose, purtroppo non sono migliorate a luglio e in questa prima quindicina del mese di agosto.

L’Italia è un Paese strano. Si dice sempre che le leggi vengono fatte solo dopo che si sono manifestate le emergenze, e non preventivamente e in base a una sana pianificazione.

Poi, quando si fanno le leggi che prevengono e pianificano, si contestano perché non c’è una effettiva emergenza.

È proprio il caso dei vaccini, dove in buona parte della popolazione italiana prevale il terrore per questa forma di prevenzione a bassissimo rischio e ad accertato effetto.

Basta un comico che lancia l’allarme e i suoi adepti, senza informarsi correttamente, seguono l’allarme sbagliato fino a non voler vaccinare il loro figli.

E così ricomincia come un mantra la teoria del complotto internazionale delle case farmaceutiche in combutta con medici, nazioni, sistemi sanitari, Organizzazione Mondiale della Sanità e quant’altro.

Morale della favola? Probabilmente gli interessi economici ci sono e sono pure grandi, ma non far vaccinare i propri figli, secondo uno dei medici più famosi su questo globo, Gino Strada, è da cretini e irresponsabili.

Così arriviamo anche al morbillo, malattia che non è stata per niente debellata e sulla quale deteniamo un triste primato a livello europeo: siamo i primi con oltre quattromila persone colpite dall’inizio dell’anno; tre sono state le vittime. Nella prima settimana di agosto ci sono state ben 86 nuove segnalazioni.

Quasi nel 90% dei casi, si è trattato di persone non vaccinate, mentre risulta che nel 6% dei casi ai vaccinati era stata somministrata solo una dose di vaccino, evidentemente non sufficiente. Fra gli operatori sanitari i casi sono stati 277.

Il Professor Massimo Galli, Ordinario di Malattie Infettive all’Università di Milano, a proposito conferma: “È una situazione che ci pone al primo posto in Europa nei casi di morbillo e nella imbarazzante condizione di vedere CDC di Atlanta, l’agenzia governativa per il controllo delle malattie degli Usa, raccomandare a chi programma un viaggio in Italia di sincerarsi di essere vaccinato o ricorrere alla vaccinazione”.

“Un’emergenza, prosegue Galli, conseguente alla progressiva riduzione della percentuale dei vaccinati e che richiede interventi importanti, il primo dei quali è stato il recente decreto che reintroduce l’obbligatorietà della vaccinazione per morbillo, parotite e rosolia. È possibile, tuttavia, che ci voglia dell’altro. Il 56% dei casi di quest’anno ha riguardato persone di età compresa tra i 15 e i 39 anni”.

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